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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40238/2025 del 15/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per correzione di errore di fatto nella sentenza n. 27623/2025 dell'08/07/2025 della Prima sezione penale della Corte di cassazione. Il ricorrente contestava che la Corte di cassazione non avesse compreso correttamente la questione sollevata: dopo revoca ex nunc dell'affidamento in prova (14/07/2022) notificata tardivamente, il Procuratore di Foggia ha emesso ordine di esecuzione il 10/03/2025 che non ha scomputato dalla pena il periodo intercorso (circa 2 anni e 8 mesi) durante il quale l'imputato, ignaro della revoca, avrebbe continuato a rispettare le prescrizioni dell'affidamento in prova. Il giudice dell'esecuzione aveva respinto la richiesta di scomputo; la Corte di cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione ritenendo che la questione attinente all'affidamento dovesse essere proposta al Tribunale di sorveglianza.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile. Motivazioni principali: (1) il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammissibile solo per correggere errori di fatto nelle sentenze della Corte di cassazione che, stabilizzando il giudicato, comportano un pregiudizio irrimediabile; la sentenza impugnata non rientra in questa tipologia (si tratta di questioni di computo/esecuzione della pena non idonee a "stabilizzare il giudicato"); (2) la decisione della Prima sezione non presenta un errore di fatto ma una valutazione giuridica sulla competenza a decidere dello scomputo (Tribunale di sorveglianza) e un'apprezzamento degli atti; la Corte ha dimostrato di aver compreso i fatti ma ha dato diversa valutazione giuridica e probatoria, che non è rimediabile con il ricorso per errore di fatto. Conseguenze operative: dichiarazione di inammissibilità del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; il Collegio ha comunque rilevato la delicatezza e in parte la novità dei profili sollevati.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso straordinario per la correzione dell'errore di fatto nelle sentenze della Corte di cassazione; il rimedio è ammesso solo per errori di fatto (svista o equivoco) e, per essere proponibile, la sentenza impugnata deve aver stabilizzato il giudicato rendendo irreparabile il pregiudizio.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Citato a titolo esemplificativo nella giurisprudenza come ambito di decisioni rispetto alle quali il ricorso straordinario per errore di fatto può risultare ammissibile (es. procedure di cui all'art. 671).

  • art. 673 cod. proc. pen.

    Citato a titolo esemplificativo insieme all'art. 671 come ipotesi di decisioni che possono rendere ammissibile il ricorso straordinario se stabilizzano il giudicato.

  • art. 670 cod. proc. pen.

    Richiamato in motivazione come esempio di materia (validità della notifica della sentenza) rispetto alla quale la Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso straordinario in casi specifici.

  • legge 16 dicembre 1999, n. 479, art. 30, lett. b)

    Richiamata nella giurisprudenza come esempio di materia esaminata dalla Cassazione con riferimento a decisioni impugnabili mediante il rimedio straordinario quando stabilizzano il giudicato.

  • Giurisprudenza citata (es. Sez. U. n. 13199/2016 Nunziata; Sez. 1 n. 9287/2006 Mazzotta; altre pronunce)

    La giurisprudenza richiamata definisce i limiti di ammissibilità del ricorso ex art. 625-bis: esso è ammesso per errori di fatto 'interni' alla decisione di legittimità e quando la decisione impugnata abbia stabilizzato il giudicato; sono esclusi vizi di motivazione, errata valutazione probatoria, errori di diritto o di apprezzamento non immediatamente evidenti.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile solo per correggere errori di fatto (svista o equivoco) nelle sentenze della Corte di cassazione e, inoltre, solo quando la sentenza abbia stabilizzato il giudicato determinando un pregiudizio irrimediabile: non è uno strumento per rimettere in discussione valutazioni giuridiche o apprezzamenti probatori.
  • Le questioni relative al computo della pena e alle modalità di esecuzione (es. scomputo per periodo trascorso in misura alternativa) sono normalmente di competenza del Tribunale di sorveglianza o del giudice dell'esecuzione e non rientrano, salvo casi eccezionali, nell'ambito di tutela del ricorso per errore di fatto contro decisioni di legittimità.
  • Per ottenere lo scomputo del 'presofferto' è opportuno impugnare tempestivamente il provvedimento di revoca dell'affidamento in prova davanti al Tribunale di sorveglianza; se l'esecuzione è già avviata, occorre proporre i rimedi ordinari (giudice dell'esecuzione/Tribunale di sorveglianza) prima di invocare rimedi straordinari.
  • L'errore invocato deve essere immediatamente e oggettivamente rilevabile negli atti della decisione di legittimità (es. palese trascrizione sbagliata di un documento); valutazioni giuridiche o differenze di apprezzamento probatorio non costituiscono errore di fatto rimediabile con l'art. 625-bis.
  • In casi simili è fondamentale documentare provatamente la concreta osservanza delle prescrizioni dell'affidamento in prova (contatti con l'UEPE, partecipazione al programma terapeutico, svolgimento di attività di volontariato, attestazioni del datore di lavoro, registri di presenza ecc.), poiché il giudice dell'esecuzione richiede prova specifica del mantenimento delle condizioni della misura alternativa.
  • Quando si impugna una decisione di legittimità, in ricorsi straordinari o ordinari, occorre incentrarsi sulla natura dell'errore: se si tratta di un vero e proprio errore materiale/internamente riscontrabile (es. data o dato fattuale trascritto in modo errato), il 625-bis può essere strada percorribile; in caso contrario meglio ricorrere ai rimedi ordinari o agire preventivamente presso il Tribunale di sorveglianza.

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