Sentenza del 10/05/2018 n. 2117 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Processo tributario - Società di comodo - Presunzione di redditività - Interpello disapplicativo - Diniego - Impugnabilità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda l’impugnabilità immediata del diniego dell’esenzione dalla disciplina delle società non operative o "società di comodo". Il contribuente contestava il diniego dell’interpello disapplicativo, volto a ottenere la non applicazione della presunzione legale di redditività prevista dall’art. 30 della legge n. 724/1994. La questione centrale era stabilire se tale diniego costituisse un atto autonomamente impugnabile oppure un atto privo di immediata lesività, impugnabile soltanto insieme al successivo avviso di accertamento.
La decisione
La sentenza ha riconosciuto che il diniego dell’esenzione o della disapplicazione è immediatamente impugnabile. Esso veicola infatti una pretesa tributaria già compiuta, poiché nega al contribuente il beneficio richiesto e rende applicabile la presunzione di redditività propria delle società di comodo. Il contribuente dispone quindi di un interesse concreto e attuale a contestare subito il diniego, senza dover attendere l’eventuale successivo avviso di accertamento.
Norme richiamate
Art. 30 della legge n. 724/1994
Disciplina delle società non operative e dell’interpello disapplicativo.
La norma introduce una presunzione di redditività per le società di comodo e consente al contribuente di chiedere la disapplicazione della disciplina quando ricorrono circostanze oggettive che ne giustificano l’esclusione. Il diniego della richiesta produce una lesione concreta e può essere impugnato immediatamente.
Massime di principio
- Un atto dell’amministrazione finanziaria è immediatamente impugnabile quando contiene una pretesa tributaria sufficientemente definita e produce una lesione concreta e attuale nella posizione del contribuente, anche se non assume la forma di un tradizionale avviso di accertamento.
- Il diniego di un interpello disapplicativo può essere contestato subito quando determina l’applicazione di una presunzione fiscale sfavorevole o nega un beneficio tributario richiesto dal contribuente.
- Non è sempre necessario attendere l’atto impositivo finale: se il provvedimento interlocutorio o preparatorio anticipa già gli effetti fiscali sostanziali, può sussistere un interesse immediato alla sua impugnazione.
- In situazioni analoghe occorre verificare il contenuto effettivo dell’atto, la sua lesività e la presenza di una pretesa tributaria concreta, oltre alla sussistenza dei termini processuali per proporre ricorso.
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