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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17039/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza n.101/2021 del Tribunale di Treviso che aveva rigettato il riesame del decreto di sequestro probatorio (19/06/2021) sul telefono cellulare iPhone di proprietà del ricorrente, ritenuto pertinente al reato di ricettazione contestato a lui e al fratello Pasquale Picone. Il ricorrente ha censurato: (i) presunta contraddittorietà della motivazione in ordine ai contatti telefonici con l'intermediario Shafan ASHGAR, sostenendo che tali contatti sarebbero riferibili al solo fratello Pasquale (richiamando atti di altro procedimento di Torino); (ii) difetto di competenza territoriale della Procura di Treviso, sostenendo che, non essendo individuabile il luogo di consumazione della ricettazione, doveva applicarsi il criterio suppletivo dell'art. 9 c.p.p. (luogo di residenza dell'indagato, con conseguente competenza della Procura di Napoli Nord); (iii) mancanza di motivazione in ordine all'urgenza che avrebbe giustificato l'intervento di una Procura territorialmente incompetente.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che i motivi proposti riproducessero, senza specificità e senza efficace confronto argomentato, le stesse doglianze già esaminate dal Tribunale del Riesame; ha inoltre sancito che le questioni sollevate attengono, in larga parte, alla valutazione di elementi di fatto compiuta dal giudice del merito e non impugnabili con successo in Cassazione salvo vizio di legge e specificità del motivo. La Corte ha ritenuto adeguata e coerente la motivazione del Tribunale del Riesame circa la sussistenza degli indizi (denuncia della persona offesa, dichiarazioni dell'intermediario, screenshot con il nome "Lino NATALE", tabulati telefonici con contatti tra il cliente e i fratelli Picone) e circa la competenza territoriale (radicata in Treviso in ragione del luogo di consumazione del reato meno grave, la truffa consumata ad Altivole). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) e c))

    Limita i motivi di ricorso in Cassazione alle ipotesi di errores in iudicando o in procedendo; qui è richiamato per affermare che il ricorso deve criticare profili di diritto e non semplici rivalutazioni di fatto

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla presunta contraddittorietà della motivazione del provvedimento impugnato; la Corte valuta che la motivazione possiede i requisiti minimi di coerenza e completezza

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le ordinanze in materia di sequestro probatorio o preventivo; da essa deriva la limitazione dei mezzi di impugnazione in Cassazione

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per Cassazione avverso le ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; la Corte lo applica per escludere un esame meramente devolutivo dei fatti

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Norma sui criteri suppletivi di determinazione della competenza territoriale; la Corte conferma che il criterio suppletivo non si applica quando è individuabile il luogo di consumazione del reato connesso meno grave (qui la truffa ad Altivole)

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità (condanna alle spese e possibile sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende); applicata qui con irrogazione della sanzione di euro 3.000,00

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi che riproducono senza specificità i motivi già esaminati in sede di merito; il ricorso deve contenere un confronto argomentato e puntuale con la motivazione impugnata
  • Avverso ordinanze di sequestro probatorio il ricorso in Cassazione è ammesso essenzialmente per violazione di legge (art. 325 c.p.p.); non è accolta una semplice rivisitazione dei fatti a meno che non si evidenzi un errore giuridico manifestamente rilevante
  • Il difetto di motivazione è rilevante in Cassazione solo quando la motivazione manca del tutto o è priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; una motivazione esaustiva e coerente esclude l'annullamento per carenza di motivazione
  • Sulla competenza territoriale, se non è individuabile il luogo della consumazione del reato più grave, si può radicare la competenza nel luogo della consumazione del reato connesso meno grave senza ricorrere immediatamente al criterio suppletivo dell'art. 9 c.p.p.
  • Chi contesta la ricostruzione probatoria del giudice deve indicare in modo specifico e documentato gli errori e le ragioni per cui la diversa valutazione avrebbe dovuto portare a decisione differente; affermazioni generiche o ripetitive sono destinate all'inammissibilità
  • La Procura territorialmente 'apparente' incompetente che adotti provvedimenti urgenti deve comunque motivare l'urgenza; la verifica di tale motivazione è possibile, ma se il giudice del riesame la ritiene adeguata la censura in Cassazione difficilmente passa

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