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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50845/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva di poter detenere in cella due mazzi di carte da gioco (uno francese e uno napoletano) da utilizzare esclusivamente nelle ore di socialità con i detenuti del medesimo gruppo, al fine di evitare l'uso dei mazzi messi a disposizione dall'amministrazione e ridurre il rischio di contagio da Covid-19. Dopo il diniego dell'amministrazione e il rigetto del reclamo dal Magistrato di sorveglianza, il Tribunale di sorveglianza ha confermato il rigetto; il ricorrente ha impugnato sostenendo violazione dell'art. 35-bis Ord. pen. e carenza/contraddittorietà di motivazione in relazione al diritto alla salute.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la richiesta attenga alle modalità di esercizio di un interesse e non alla lesione di un diritto soggettivo attuale e concreto riconducibile alla tutela giurisdizionale ex art. 35-bis; ha inoltre ritenuto non dimostrato il rischio effettivo di contagio legato all'uso comune dei mazzi di carte, rilevando l'assenza di patologie o fragilità documentate del detenuto e la cessazione delle prescrizioni emergenziali pandemiche. Il Tribunale aveva inoltre indicato, seppur sinteticamente, profili di ordine e sicurezza connessi a un possibile uso improprio delle carte per veicolare messaggi illeciti; le argomentazioni difensive sono state giudicate generiche. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario), art. 41-bis

    Contestualizza il regime differenziato del detenuto (41-bis) ma non è stato oggetto di interpretazione decisiva nella motivazione se non per indicare la condizione del ricorrente.

  • art. 35-bis, Ord. pen. (legge 354/1975)

    Lo strumento giurisdizionale previsto per la tutela contro atti dell'Amministrazione che ledono diritti soggettivi concreti. La Corte ricorda che va usato solo se è configurabile un pregiudizio attuale e concreto di un diritto soggettivo; in mancanza la materia rimane nel novero del reclamo generico non sindacabile.

  • art. 35, comma 1, n. 5, Ord. pen. (reclamo generico)

    Regola il reclamo per interessi meramente pratici o per le modalità di esercizio dei diritti; se la richiesta ricade qui, il provvedimento amministrativo negativo non è sindacabile da magistratura di sorveglianza con il rimedio di cui all'art. 35-bis.

  • art. 69, comma 6, lett. b), Ord. pen.

    Richiamato come normativa di riferimento per le materie attinenti alla giurisdizione su atti dell'Amministrazione penitenziaria; utilizzato per delineare l'ambito di tutela giurisdizionale.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e), cod. proc. pen.

    Norme processuali relative ai motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e carenza/contraddittorietà di motivazione); la Corte ha ritenuto infondate tali censure.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine ai limiti riassuntivi della motivazione del ricorso (sintesi delle doglianze), ai fini della decisione di ammissibilità.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata con riferimento ai criteri per l'applicazione delle sanzioni pecuniarie in caso di ricorso inammissibile e alla valutazione della colpevolezza del ricorrente nel determinare l'ammontare della sanzione.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra reclamo generico (art. 35, comma 1, n.5 Ord. pen.) e reclamo giurisdizionale (art. 35-bis): solo se è dimostrabile una lesione attuale e concreta di un diritto soggettivo è esperibile la tutela giurisdizionale.
  • Chi impugna provvedimenti amministrativi carcerari che limitano modalità di esercizio di diritti deve provare un pregiudizio concreto e attuale (documentazione medica, elementi fattuali specifici) per far prevalere la tutela giurisdizionale.
  • Le misure di ordine e sicurezza interna e le modalità di esercizio dei diritti nei penitenziari rientrano in larga parte nella discrezionalità dell'Amministrazione; il giudice richiede argomentazioni specifiche e non generiche per sindacare tale discrezionalità.
  • In materia di rischi sanitari (es. contagio) è necessario fornire elementi probatori specifici e aggiornati: la cessazione dello stato emergenziale e l'assenza di patologie documentate riducono la rilevanza di argomentazioni basate su rischi generici.
  • Le censure di carenza o contraddittorietà della motivazione richiedono che il ricorrente mostri concretamente dove e come la motivazione sia insufficiente o illogica; argomentazioni meramente assertive sono destinate a essere superate.
  • Attenzione alle conseguenze in caso di ricorso inammissibile: possibile condanna alle spese e ad una somma a favore della Cassa delle ammende; valutare la fondatezza e l'ammissibilità prima di impugnare.

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