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Sentenza

Sentenza n. 2668/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'Amministrazione intimata in ordine all'istanza di convocazione al fine del rilascio del visto per motivi di studio in favore del ricorrente.

Giustizia amministrativa202514005

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di convocazione per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'Amministrazione sull'istanza di attivazione del procedimento finalizzato al rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di studio. Nelle more del giudizio, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano soddisfatto la pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, poiché il tempo intercorso tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso non era particolarmente esteso e l'Amministrazione aveva provveduto in tempi ragionevoli. L'Amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire al ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento

    Disciplina l'azione contro il silenzio dell'Amministrazione; nel caso concreto, l'attivazione del procedimento nelle more ha fatto venir meno la materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    il Collegio ravvisa le condizioni per la declaratoria di cessazione della materia del contendere

    Consente la declaratoria di cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente può determinare la cessazione della materia del contendere quando soddisfa integralmente la pretesa fatta valere in giudizio.
  • La fissazione dell'appuntamento presso la competente sede diplomatica per la presentazione della domanda di visto costituisce, ai fini del giudizio sul silenzio, attivazione del procedimento amministrativo richiesto.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per sopravvenuta attività dell'Amministrazione, la regolazione delle spese può tenere conto del tempo intercorso tra l'istanza e la notificazione del ricorso nonché del comportamento collaborativo dell'Amministrazione; il contributo unificato eventualmente versato può essere posto a carico dell'Amministrazione mediante restituzione al ricorrente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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