Cassazione Penale, Sentenza n. 40329/2022 del 25/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorso per Cassazione articolava più censure: (1) violazione del diritto di difesa per tardiva messa a disposizione delle intercettazioni richieste dalla difesa (richiesta del 27/10/2021, consegna PEC del 09/11/2021) e conseguente impossibilità di esaminarle prima dell'udienza del 12/11/2021; (2) vizio di motivazione per aver ritenuto gravità indiziaria nei consigli/indicazioni professionali forniti dall'avvocato Pittelli a Rocco Delfino, interpretandoli come contributo al rafforzamento dell'organizzazione mafiosa (concorso esterno); (3) utilizzo illegittimo di intercettazioni relative ad altro procedimento; (4) mancata produzione dell'intero compendio indiziario da parte della Procura e conseguente valutazione su base parziale; oltre a questione di legittimità costituzionale degli artt. 110 e 416-bis c.p. in relazione agli artt. 25 comma 2 e 117 Cost. e art.7 CEDU sulla determinazione e ragionevolezza della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 110 e 416-bis richiamando precedenti giurisprudenziali che riconoscono la legittimità e la determinazione della fattispecie di concorso esterno. Sul punto delle intercettazioni tardivamente fornite, la Corte ha rilevato che la richiesta difensiva del 27/10/2021 non indicava urgenza e che la difesa non sollecitò né chiese il differimento dell'udienza, per cui non sussiste violazione dell'art.24 Cost.; pertanto la presunta compressione del diritto di difesa è infondata. Quanto all'accusa che gli atti fossero valutati come consigli professionali travisati, la Corte ha ritenuto coerente e completa la motivazione del giudice della cautela che ha indicato gravi indizi relativi al ruolo e alla consapevolezza del Pittelli. L'utilizzazione di intercettazioni da altro procedimento è stata ritenuta ammissibile alla stregua dell'art.270 c.p.p. quando le intercettazioni siano rilevanti e indispensabili per delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza. Le censure sulla mancata produzione di ulteriore materiale sono state giudicate generiche e inammissibili in sede di legittimità. Per effetto del rigetto il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
Norma sulle ragioni di ricorso per cassazione; utilizzata per inquadrare i motivi dedotti (vizio di motivazione, violazione di norme di diritto processuale)
art. 178 cod. proc. pen.
Richiamato nella doglianza relativa all'impiego e alla utilizzabilità delle intercettazioni; contestato per presunta violazione delle garanzie procedurali
art. 110 cod. pen.
Norma sulla materia del concorso nei reati; la Corte la considera fondamento della fattispecie di concorso esterno, come funzione incriminatrice generale
art. 416-bis cod. pen.
Norma sull'associazione di tipo mafioso; collegata all'art.110 per la fattispecie del concorso esterno; la Corte esclude indeterminatezza o irragionevolezza della pena prevista
art. 418 cod. pen.
Richiamato per confermare testualmente la possibilità di applicare l'art.110 nel contesto dell'art.416-bis; giustifica la configurabilità del concorso esterno
art. 24 Cost.
Tutela del diritto di difesa; la Corte ritiene che non sia stata compressa in assenza di prova di urgenza o di mancata dilazione richiesta dalla difesa
art. 111 Cost.
Garanzie del giusto processo; evocata in relazione alle accuse di vizio procedurale, senza esito favorevole al ricorrente
art. 25 Cost.
Parte della questione di legittimità costituzionale; la Corte, conformandosi a precedenti, respinge la doglianza sulla base del principio di legalità
art. 117 Cost.
Richiamato nella questione di legittimità costituzionale in relazione all'art.7 CEDU; la Corte dichiara la questione manifestamente infondata
art. 7 CEDU
Richiamato nella doglianza costituzionale sulla determinazione della pena; la Corte ritiene non violato il principio di legalità e determinazione della pena
art. 270 cod. proc. pen.
Limita l'utilizzo nei processi diversi da quelli in cui sono state disposte le intercettazioni; la Corte nega l'illegittimità dell'uso nel caso di specie perché le intercettazioni risultavano rilevanti e indispensabili per reati con obbligo di arresto in flagranza
Massime di principio
- La mera tardiva messa a disposizione di materiale difensivo non determina automaticamente la violazione del diritto di difesa: occorre che la difesa dimostri l'urgenza o che abbia tempestivamente sollecitato il rilascio/differimento dell'udienza
- Le intercettazioni disposte in altro procedimento possono essere utilizzate se risultano rilevanti e indispensabili ai fini dell'accertamento di reati per i quali è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza (art.270 c.p.p.)
- La fattispecie del concorso esterno (art.110 in combinato con art.416-bis c.p.) è stata ritenuta conforme ai principi di legalità e determinazione della pena dalla giurisprudenza di legittimità; le censure costituzionali richiedono un fondamento nuovo per essere accolte
- In sede di Cassazione non è consentita una rivalutazione del merito probatorio: le censure devono essere specifiche e dimostrare vizi di motivazione o di diritto, non semplici richieste di diversa valutazione delle prove
- Le doglianze generiche circa la mancata produzione dell'intero compendio indiziario sono inammissibili: il ricorrente deve indicare quali atti mancanti e in che modo incidono sul convincimento del giudice
- Il giudice del riesame può richiamare e integrare la motivazione del primo provvedimento (per relationem) purché la valutazione sia complessiva, coerente e logicamente motivata
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