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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32327/2025 del 30/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la sentenza di condanna impugnata. Ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Torino che l'aveva condannata per il reato di evasione. L'unico motivo di ricorso riguardava l'asserita irritualità della notifica del decreto di citazione; la Corte di cassazione rileva però che tale eccezione non era stata sollevata tempestivamente e, perciò, non può essere fatta valere per la prima volta in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Disposizione incriminatrice richiamata come base della condanna per evasione, confermata nel provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • L'eccezione relativa a vizi della notificazione del decreto di citazione deve essere tempestivamente proposta nel giudizio di merito; se non lo è, non può essere dedotta utilmente per la prima volta in cassazione.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si fonda su una doglianza processuale non tempestivamente eccepita nei gradi precedenti.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende segue secondo legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEvasione
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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