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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5242/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lojodice impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Lecce che, pur dichiarando la prescrizione per il capo e), confermava la dichiarazione di falsità documentale e le statuizioni civili. Ha dedotto tre motivi: (1) violazione dell'art. 340 c.p. perché i ricorsi per ottemperanza erano seriali e avrebbero solo appesantito le cancellerie senza arrecare reale "turbamento" dell'ufficio; (2) e (3) vizio di motivazione e violazione dell'art. 539 c.p.p. con riferimento alla conferma della provvisionale di euro 15.000,00 nonostante un ridimensionamento dell'an debeatur e la precedente liquidazione di parte dei danni dal Tribunale di Trani.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha affermato il principio secondo cui la proposizione di numerosi giudizi fondati su documenti falsi integra il reato di turbamento di un pubblico servizio ai sensi dell'art. 340 c.p., poiché determina il turbamento dell'ordinato svolgimento dell'attività giudiziaria (copiose attività inutili di cancellerie e magistrati), anche se non provoca un'interruzione totale del servizio. Ha poi dichiarato inammissibili i motivi relativi alla provvisionale, richiamando l'orientamento per cui le statuizioni provvisionali hanno natura discrezionale e non sono sindacabili in Cassazione. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili, liquidate in complessivi euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 340 cod. pen.

    La Corte interpreta il reato come comprensivo non solo dell'effettiva interruzione del servizio pubblico, ma anche del turbamento dell'ordinato e regolare svolgimento dello stesso; la proposizione seriale di giudizi basati su documenti falsi integra tale turbamento.

  • art. 539, secondo comma, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente per contestare la provvisionale; la Corte di Cassazione non ha invece esaminato nel merito perché ritiene le statuizioni provvisorie discrezionali e non ammissibili in Cassazione.

  • art. 24 Cost.

    Ribadito il principio dell'accesso al giudice come diritto fondamentale, ma da bilanciare con la necessità di preservare le risorse del servizio giustizia e l'ordinato svolgimento dell'attività giudiziaria.

  • art. 6 CEDU e giurisprudenza CEDU (Capuano, Bottazzi, Kudla)

    Richiamata la tutela della ragionevole durata del processo e la conseguente esigenza che non si disperdano risorse su giudizi inesistenti o infondati; la legge Pinto (L. 89/2001) è citata come strumento nazionale collegato alla tutela europea.

  • legge 24 marzo 2001, n. 89 (Pinto)

    Citata come norma che tutela il diritto al ragionevole termine del processo e come sfondo normativo delle domande esecutive promosse dall'imputato nei giudizi seriali.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato nel bilanciamento tra diritto di difesa/contraddittorio e ragionevole durata del processo: un processo non 'giusto' non può essere considerato valido solo per la sua brevità.

Massime di principio

  • La proposizione seriale di giudizi fondata su documenti falsi può integrare il delitto di turbamento di un pubblico servizio (art. 340 c.p.) anche se non determina l'interruzione dell'attività giudiziaria, perché altera l'ordinato svolgimento del servizio e impegna inutilmente risorse amministrative e giudiziarie.
  • In appello, quando sopravviene la prescrizione, il giudice deve comunque, alla presenza della parte civile, esaminare se le prove giustifichino un'assoluzione nel merito; non è sufficiente limitarsi ad accertare la causa estintiva se sussistono elementi che consentono di decidere sulla responsabilità.
  • Le statuizioni provvisorie (provvisionale) hanno natura discrezionale e meramente delibativa; sono in genere insuscettibili di sindacato in Cassazione e non costituiscono tipico oggetto di impugnazione per vizio di motivazione in sede di legittimità.
  • Il diritto di accesso al giudice è fondamentale ma non è illimitato: l'esercizio abusivo o fraudolento di tale diritto (es. ricorsi basati su procure false) può giustificare responsabilità penali quando turba l'ordinato funzionamento del servizio giustizia.
  • In situazioni simili, la difesa dovrebbe puntare a dimostrare l'insufficienza o contraddittorietà delle prove per ottenere l'assoluzione nel merito, oltre a sollevare profili procedurali sulla prescrizione; il ricorrente non può confidare soltanto sull'estinzione del reato se la documentazione dimostra attività idonea a turbare l'ufficio.

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