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Sentenza

Sentenza n. 1283/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento (i) del provvedimento emesso dal Comune di Vimodrone (MI), in persona del Sindaco in carica pro-tempore, Ordinanza Sindacale n. 98 del 7.11.2025, notificato in data 7 novembre 2025, avente ad oggetto "limitazioni attività associazione culturale SPAZIO VIMO APS sita in Via dell'Artigiano 18" (doc. 1), con la quale il Sindaco del Comune di Vimodrone ha disposto: "1. La limitazione degli orari di apertura e svolgimento dell'attività dell'Associazione SPAZIO VIMO APS sita in Viadell'Artigianaton.18, dalle ore 8:00 alle ore 22:00, con divieto assoluto di esercitare attività oltre tale orario, anche se in forma privata o associativa; 2. L'inibizione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presentata dall'associazione per somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi dell'art. 19, comma 3, L. 241/1990, per mancanza dei requisiti di sorvegliabilità dei locali e difformità tra attività dichiarata e attività effettivamente esercitata, che configurano una mancanza dei requisiti sostanziali dichiarati nella SCIA e comportano la compromissione della sicurezza urbana, intesa come bene pubblico volto al rispetto del decoro, della tranquillità e della convivenza civile, determinando un concreto pregiudizio alla quiete e alla sicurezza del quartiere; 3. Che l'accesso sia riservato ai soli soci, previa identificazione; 4. Il divieto di organizzare trattenimenti musicali, danzanti o di pubblico spettacolo nei locali indicati, salvo rilascio delle prescritte licenze di pubblica sicurezza di cui agli artt. 68 e 80 T.U.L.P.S."; (ii) di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, ancorché ad oggi ignoti.

Giustizia amministrativa202504836

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza sindacale che limitava gli orari dell’attività associativa, inibiva la SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande, riservava l’accesso ai soci e vietava trattenimenti e spettacoli privi delle licenze di pubblica sicurezza

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (associazione privata)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno dedotto: violazione dell’art. 7 l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento; violazione dell’art. 50, comma 5, d.lgs. 267/2000, difetto di istruttoria e motivazione, insussistenza dei presupposti di contingibilità e urgenza e violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità; erronea applicazione dei commi 7 e 7-bis dell’art. 50 TUEL; travisamento dei fatti quanto alla ritenuta continuità tra l’attività di Spazio Vimo e quella precedentemente svolta da altra associazione nei medesimi locali; violazione della libertà di associazione garantita dall’art. 18 Cost. e della disciplina civilistica e del Terzo settore; illegittimità dell’inibizione della SCIA mediante ordinanza contingibile e urgente; violazione degli artt. 19 l. 241/1990, 68, 80 e 100 T.U.L.P.S., nonché sviamento e carenza dei presupposti. L’ordinanza si fondava sull’accertata prosecuzione di un’attività di pubblico spettacolo aperta al pubblico, sull’assenza delle prescritte autorizzazioni, sul disturbo della quiete pubblica e sulla mancanza del requisito di sorvegliabilità dei locali utilizzati per la somministrazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso soltanto in parte. Ha respinto la censura relativa all’omessa comunicazione di avvio, ritenendo sussistenti ragioni di urgenza connesse alla necessità di impedire la prosecuzione di un’attività ritenuta illegittima e pregiudizievole per la sicurezza urbana. Ha ritenuto legittimo il ricorso all’art. 50, comma 5, TUEL: la continuità soggettiva e oggettiva tra le due associazioni era desumibile dalla coincidenza della sede, dai rapporti tra i dirigenti, dall’uso della medesima struttura logistica e della denominazione commerciale, elementi idonei a dimostrare lo svolgimento di pubblico spettacolo aperto al pubblico senza le autorizzazioni degli artt. 68 e 80 T.U.L.P.S. Ha inoltre ritenuto legittima l’inibizione della SCIA per la somministrazione, in quanto strumentale all’attività di pubblico spettacolo e svolta in locali privi di sorvegliabilità. Le censure riferite ai commi 7 e 7-bis dell’art. 50 TUEL sono state respinte perché riferite a una fattispecie diversa da quella concretamente esercitata dal Comune. È stata invece accolta la censura fondata sull’art. 18 Cost.: il punto 1 dell’ordinanza, nella parte in cui vietava lo svolgimento dell’attività associativa privata oltre le ore 22, incideva direttamente sulla libertà dei soci di associarsi e non risultava giustificato dai presupposti costituzionali che consentono limitazioni soltanto per fini vietati dalla legge penale. Il punto 1 è stato quindi annullato esclusivamente nella parte relativa alla limitazione dell’attività associativa privata dalle ore 8 alle ore 22. È rimasta ferma la possibilità per la Polizia locale di verificare che l’attività svolta dopo le ore 22, esclusi i pubblici spettacoli, non arrechi disturbo alla quiete pubblica o problemi di ordine pubblico. Spese integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l'avvio del procedimento stesso è comunicato...

    La comunicazione di avvio può essere omessa quando dal provvedimento o dagli atti del procedimento emergano ragioni concrete di urgenza tali da giustificare il mancato contraddittorio procedimentale.

  • art. 50, comma 5, d.lgs. 267/2000

    Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco [...] in relazione all'urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado [...] o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana...

    La norma consente ordinanze contingibili e urgenti a tutela della sicurezza urbana quando ricorrano contingibilità dell’evento e urgenza dell’intervento, anche mediante conformazione temporanea delle attività e degli orari.

  • art. 50, commi 7 e 7-bis, d.lgs. 267/2000

    Le disposizioni riguardano il potere di ordinanza relativo alla disciplina degli esercizi commerciali e non erano applicabili alla specifica ordinanza adottata ai sensi del comma 5.

  • art. 19, comma 3, l. 241/1990

    L’inibizione della SCIA è stata ritenuta legittimamente disposta nel caso concreto nell’ambito dell’intervento extra ordinem, poiché la somministrazione era strumentale a un’attività di pubblico spettacolo priva dei necessari titoli e svolta in locali non sorvegliabili.

  • art. 18 Cost.

    I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

    La libertà di associazione costituisce un limite costituzionale al potere amministrativo: una misura extra ordinem non può conformare autoritativamente gli orari della vita associativa privata in assenza di fini associativi vietati dalla legge penale.

  • artt. 68 e 80 r.d. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    Lo svolgimento di attività di pubblico spettacolo aperta al pubblico richiede le prescritte autorizzazioni di pubblica sicurezza.

  • art. 153 r.d. 635/1940

    Il requisito della sorvegliabilità dei locali costituisce presupposto per l’attività di somministrazione quando i locali siano utilizzati per l’attività considerata dall’amministrazione.

  • art. 1, comma 2, d.m. Interno 17 dicembre 1992, n. 564

    La mancanza di autonoma sorvegliabilità dei locali può impedire l’efficacia della SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande.

  • art. 133, comma 1, lett. q), c.p.a.

    La controversia relativa alla limitazione amministrativa della libertà associativa rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Massime di principio

  • Le ordinanze contingibili e urgenti possono essere adottate soltanto in presenza di un evento contingibile e di una concreta urgenza di provvedere, da accertare mediante istruttoria adeguata e da collegare alla tutela dello specifico interesse pubblico minacciato.
  • Nell’esercizio del potere extra ordinem l’amministrazione deve prima accertare i fatti e poi qualificarli giuridicamente; l’accertamento e la qualificazione sono sindacabili dal giudice amministrativo sotto il profilo del difetto di istruttoria e dell’eccesso di potere.
  • La coincidenza della sede, dei soggetti dirigenti, della struttura logistica e della denominazione commerciale può costituire un insieme di indizi sufficiente a dimostrare la continuità soggettiva e oggettiva tra associazioni e la prosecuzione di un’attività di pubblico spettacolo aperta al pubblico.
  • Un’ordinanza contingibile e urgente può inibire una SCIA quando l’attività segnalata sia strumentale a un’attività di pubblico spettacolo abusiva e sia svolta in locali privi dei requisiti sostanziali, tra cui la sorvegliabilità.
  • La libertà di associazione garantita dall’art. 18 Cost. impedisce all’amministrazione di limitare, mediante un provvedimento extra ordinem, gli orari della vita associativa privata dei soci, salvo che l’associazione persegua fini vietati ai singoli dalla legge penale.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiSCIA e liberalizzazioniPubblici esercizi e somministrazione
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativoCommercio e attività produttive
IstitutiDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPartecipazione procedimentalePrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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