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Sentenza

Sentenza n. 6745/2026 - Roma, Sezione 1Q

per l'annullamento del Decreto del Ministero dell'Interno -OMISSIS- del 28.9.2021, notificato il 10.11.2022, con cui è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata dalla ricorrente.

Giustizia amministrativa202301065

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana fondato su denunce archiviate e su una condanna definitiva per tentato furto

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale deducendo, in primo luogo, la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990, il difetto di istruttoria e di motivazione, il travisamento dei fatti e la violazione della partecipazione procedimentale, per avere l'Amministrazione affermato erroneamente che non erano state presentate osservazioni al preavviso di diniego, sebbene le controdeduzioni fossero state trasmesse via PEC e ricevute il 5 agosto 2021. Ha inoltre censurato l'utilizzo di denunce successivamente archiviate in contrasto con la presunzione di innocenza, la mancata adeguata considerazione della risalenza della condanna penale e l'irragionevolezza della valutazione dei precedenti. Infine, ha dedotto la violazione dell'art. 9 l. 91/1992, il difetto di istruttoria e di motivazione e la violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, evidenziando la propria integrazione nella comunità nazionale, comprovata dal lavoro a tempo indeterminato, dalla stabilità familiare e dall'acquisizione della cittadinanza italiana da parte di uno dei figli.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. Il TAR ha ritenuto dirimente il primo motivo, esaminando congiuntamente i tre motivi per connessione logica. Il Ministero aveva erroneamente affermato che l'interessata non avesse risposto al preavviso di diniego, mentre le controdeduzioni erano state tempestivamente inviate tramite PEC e ricevute dall'Amministrazione. Tali osservazioni, relative alla risalenza nel tempo e alla ritenuta irrilevanza dei precedenti penali, avrebbero potuto incidere sulla decisione finale e condurre a un diverso esito. L'omessa valutazione ha quindi determinato un'istruttoria incompleta e ha privato l'Amministrazione di elementi rilevanti anche sulla successiva condotta di vita e sul grado di integrazione della richiedente. Pur riconoscendo l'ampia discrezionalità ministeriale nella valutazione dell'inserimento dello straniero nella comunità nazionale e dell'adesione ai valori costituzionali, il giudice ha rilevato il difetto del necessario supporto istruttorio e motivazionale. Il diniego è stato annullato, con salvezza degli ulteriori provvedimenti dell'Amministrazione in sede di riedizione del potere. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Le osservazioni presentate dall'interessato dopo il preavviso di diniego devono essere effettivamente acquisite e valutate dall'Amministrazione; la loro omissione è illegittima quando esse possano incidere sulla determinazione finale.

  • art. 9 l. 91/1992

    La concessione della cittadinanza implica una valutazione discrezionale dell'inserimento stabile dello straniero nella comunità nazionale, sulla base delle condizioni lavorative, economiche, familiari e dell'irreprensibilità della condotta.

  • artt. 3 e 6 l. 241/1990

    L'esercizio del potere discrezionale deve fondarsi su un'istruttoria completa e su una motivazione coerente, idonea a dar conto degli elementi rilevanti ai fini della decisione.

  • art. 97 Cost.

    I principi di buon andamento e imparzialità impongono una valutazione effettiva e non apparente degli elementi acquisiti nel procedimento.

  • art. 27 Cost.

    La presunzione di non colpevolezza è stata richiamata dalla ricorrente con riguardo alle denunce archiviate, ma la decisione si fonda principalmente sull'omessa valutazione delle controdeduzioni e sull'incompletezza istruttoria.

Massime di principio

  • Nel procedimento di concessione della cittadinanza italiana, le osservazioni presentate dall'interessato a seguito del preavviso di diniego devono essere effettivamente considerate dall'Amministrazione; l'erroneo presupposto della loro mancata presentazione determina l'illegittimità del provvedimento quando le osservazioni contengano elementi potenzialmente idonei a modificare l'esito della valutazione.
  • L'ampia discrezionalità dell'Amministrazione nella concessione della cittadinanza non esclude il controllo giurisdizionale estrinseco sulla completezza dell'istruttoria, sulla veridicità dei fatti, nonché sulla logicità, coerenza e ragionevolezza della motivazione.
  • La valutazione dei precedenti penali ai fini della cittadinanza deve essere inserita in un esame complessivo della condotta di vita dell'istante, comprendente anche la risalenza dei fatti, la condotta successiva e il grado di integrazione lavorativa, familiare e sociale nella comunità nazionale.
  • L'annullamento del diniego di cittadinanza per incompletezza istruttoria non comporta l'automatico riconoscimento dello status, ma impone all'Amministrazione di rieditare il potere tenendo conto degli elementi omessi.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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