Sentenza n. 810/2026 - Genova, Sezione 2
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, sezione lavoro, 10 luglio 2024 n. 763.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, sezione lavoro, 10 luglio 2024, n. 763, relativa all'attribuzione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, sezione lavoro, che aveva condannato il Ministero ad attribuirle la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascuna annualità indicata. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni nel merito. Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, era inutilmente decorso.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e ha ordinato al Ministero di eseguire il giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza, mediante l'emissione della carta del docente intestata alla ricorrente e l'accredito delle somme relative alle annualità riconosciute. Il dispositivo richiama la corresponsione dell'indennità sostitutiva per ferie non godute, in termini non coincidenti con la motivazione; tuttavia, la motivazione individua espressamente l'obbligo di emissione della carta del docente e di accredito delle somme oggetto della sentenza da eseguire. In caso di ulteriore inottemperanza, è stato nominato commissario ad acta il direttore della competente Direzione generale ministeriale, con termine successivo di 30 giorni. Su richiesta della parte, il giudice ha applicato una penalità di mora di 10 euro per ogni giorno di ritardo, decorrente dal sessantesimo giorno dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza, fino all'esecuzione o all'insediamento del commissario. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione delle sentenze di condanna nei confronti delle amministrazioni consente di promuovere l'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione inadempiente.
art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
euro 10,00 (dieci) per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del giudicato
In presenza di richiesta di parte e di ulteriore inottemperanza, il giudice dell'ottemperanza può imporre una penalità di mora, determinandone misura e periodo di decorrenza fino all'esecuzione o all'insediamento del commissario ad acta.
Massime di principio
- Quando un'amministrazione non esegue una sentenza esecutiva e, senza contestare nel merito la pretesa, lascia inutilmente decorrere il termine dilatorio previsto dalla legge, il giudice amministrativo può accogliere l'azione di ottemperanza e ordinare l'esecuzione entro un termine determinato.
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può nominare un commissario ad acta condizionato all'ulteriore protrarsi dell'inadempimento, attribuendogli il compito di sostituirsi all'amministrazione entro un termine successivo a quello assegnato per l'esecuzione spontanea.
- Su richiesta della parte e in presenza dei presupposti dell'inottemperanza, il giudice dell'ottemperanza può applicare una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., individuando il dies a quo e il dies ad quem in relazione, rispettivamente, alla scadenza del termine assegnato e all'esecuzione del giudicato o all'insediamento del commissario ad acta.
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