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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19865/2026 del 29/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per il reato previsto dall'art. 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110 (detenzione e porto di coltello), lamentando in particolare l'omissione di motivazione da parte della Corte d'appello sulla richiesta subordinata, formulata in appello, di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. La condotta contestata era il porto fuori dall'abitazione di un coltello con lama seghettata e manico, lunghezza totale 22 cm; il ricorrente deduceva occasionalità della condotta, assenza di precedenti e comportamento collaborativo in sede di perquisizione come elementi idonei a qualificare il fatto come di lieve offensività.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria affinché, con motivazione adeguata, esamini specificamente la questione della applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto). La decisione di annullamento è motivata dall'omessa trattazione dell'eccezione di non punibilità; gli altri profili della decisione impugnata non sono stati direttamente decisi dalla Cassazione e resteranno oggetto del nuovo giudizio di merito.

Norme richiamate

  • legge 18 aprile 1975, n. 110

    La norma è stata applicata per contestare il porto/detenzione di un coltello fuori dall'abitazione senza giustificato motivo; la Corte d'appello aveva confermato la responsabilità ai sensi di questa disposizione.

  • codice penale

    Si tratta della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di cassazione ha rilevato l'omissione di ogni motivazione riguardo alla sua applicabilità e ha disposto il rinvio perché il giudice di merito valuti, con motivazione adeguata, la sussistenza dei presupposti.

  • codice penale

    Fornisce i criteri di valutazione della tenuità (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo). La Cassazione richiama la necessità di una valutazione complessiva e congiunta di tali elementi per decidere sull'art. 131-bis.

Massime di principio

  • Se il difensore solleva l'applicabilità dell'art. 131-bis, il giudice di merito è tenuto a esaminare e motivare espressamente tale questione; l'omissione di motivazione su questo punto comporta annullamento e rinvio.
  • La determinazione della 'tenuità del fatto' richiede una valutazione complessiva e congiunta delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo (art. 133 c.p.); tuttavia, è sufficiente una motivazione che chiarisca l'assenza anche di uno solo dei presupposti ritenuto decisivo.
  • Nel caso di reati connessi al porto o alla detenzione di armi/strumenti atti ad offendere, elementi come l'occasionalità, l'assenza di precedenti e il comportamento tenuto al momento del controllo possono essere rilevanti per valutare la tenuità, ma devono essere esplicitamente considerati dal giudice.
  • La Cassazione provvede di norma a rinviare la causa al giudice di merito quando riscontri un vizio di motivazione sui punti decisivi sollevati dalle parti, lasciando a quel giudice la valutazione concreta dei requisiti di non punibilità.
  • Per tutelare efficacemente la possibilità di ottenere il beneficio dell'art. 131-bis, è strategico che la questione sia sollevata e motivata fin dal primo grado o, comunque, in appello, con puntualizzazione degli elementi fattuali che ne potrebbero giustificare l'applicazione.

Testo integrale

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