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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24398/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma della condanna per il reato previsto dall'art. 5 del D.Lgs. 74/2000 sostenendo, con quattro motivi, principalmente che la corte di appello non aveva valutato la rilevanza di una sentenza irrevocabile di assoluzione (per il reato ex art. 10 bis D.Lgs. 74/2000) che l'aveva ritenuta estranea alla gestione della società; si censurava inoltre la qualificazione del reato come omissivo improprio, la mancata valutazione del dolo specifico e l'assenza di motivazione circa la concessione delle attenuanti generiche

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la corte di appello aveva escluso aprioristicamente la rilevanza della precedente sentenza definitiva di assoluzione per mera diversità di fattispecie, senza analizzarne le ragioni e senza valutare se quegli accertamenti potessero incidere sulla valutazione della posizione della ricorrente (se fosse mera prestanome o avesse possibilità di incidere nella gestione). La Cassazione ha ricordato che la sentenza definitiva acquisita ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p. può essere utilizzata come prova dei fatti accertati e che il giudice deve valutare il suo contenuto unitamente agli altri elementi di prova. Per tale vizio motivazionale la sentenza è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Milano per nuovo giudizio. Le altre censure sono state assorbite.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Sono i motivi di impugnazione richiamati per vizio di motivazione e mancata analisi delle censure: la cassazione ha ritenuto fondato un vizio motivazionale ai sensi di tali norme

  • art. 5 D.Lgs. 74/2000

    Norma indicata quale fattispecie per la quale la ricorrente era stata condannata; la decisione di merito è stata annullata in relazione a vizi processuali e di motivazione

  • art. 10-bis e art. 10-quater D.Lgs. 74/2000

    Riferimenti alle diverse fattispecie tributarie coinvolte nei processi paralleli: la precedente assoluzione era per art. 10-bis (o art. 10-quater a seconda del passaggio), ma la Corte richiama che la diversità di fattispecie non esclude la rilevanza degli accertamenti sulla posizione dell'amministratore

  • art. 2392 cod. civ.

    Richiamato per spiegare la posizione di garanzia dell'amministratore, che deve custodire il patrimonio sociale ed evitare danni per la società e terzi

  • art. 40, comma secondo, cod. pen. e art. 2932 cod. civ.

    Richiamati in relazione al concorso per omesso impedimento e alla responsabilità dell'amministratore di diritto quando esista dolo o dolo eventuale

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    Prevede l'acquisizione della sentenza definitiva di altro procedimento; la Corte ricorda che tale sentenza può essere utilizzata anche ai fini della prova dei fatti accertati e deve essere valutata insieme agli altri elementi probatori

Massime di principio

  • Una sentenza definitiva di assoluzione emessa in altro procedimento è rilevante e deve essere valutata dal giudice del merito anche se riguarda una fattispecie diversa: non può essere esclusa aprioristicamente per la mera diversità dell'ipotesi di reato
  • Nel valutare la responsabilità penale dell'amministratore (anche se sospettato di essere un 'prestanome') il giudice deve accertare se la posizione sia di completa estraneità e impossibilità di incidere sulla gestione o se, invece, l'accettazione della carica abbia implicato l'accettazione dei rischi connessi (dolo eventuale)
  • Il giudice di merito è tenuto a motivare adeguatamente il rifiuto di considerare elementi di prova prodotti dalla difesa; la mancata analisi di una sentenza definitiva che incide su profili comuni (es. capacità di incidere sulla gestione) integra vizio motivazionale atta a determinare l'annullamento
  • La sentenza definitiva acquisita ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p. può essere utilizzata non solo per il fatto storico dell'assoluzione o condanna ma anche per gli accertamenti di fatto ivi svolti; il suo contenuto deve essere valutato unitamente agli altri elementi probatori
  • Se la motivazione sulla responsabilità dell'amministratore si fonda su deduzioni non supportate da elementi fattuali concreti (apoditticità), la decisione rischia l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio

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