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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39576/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in tre censure: (1) violazione delle norme procedurali e vizio di motivazione per il tardivo inserimento nel fascicolo della consulenza tecnica (analisi tossicologica) effettuata dopo la notificazione dell'avviso di conclusione delle indagini, con presunta lesione del diritto di difesa e impedimento alla valutazione di riti alternativi; (2) vizio di motivazione e violazione di legge nella qualificazione della condotta come coltivazione di stupefacenti, per avere operato i giudici di merito una valutazione non adeguata della natura 'domestica' e rudimentale della coltivazione, del numero limitato di piante e del modesto quantitativo di prodotto; (3) mancato riconoscimento della continuazione con fatti risalenti al 2014, poiché i precedenti sarebbero indicativi di una continuità del disegno criminoso e di abitualità.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo: l'accertamento tecnico era stato compiuto prima della conclusione delle indagini e la tardiva redazione/deposizione non ha reso inutilizzabili gli atti, atteso che la consulenza è stata acquisita nel dibattimento e il consulente è stato escusso in contraddittorio; inoltre l'integrazione delle indagini in fase dibattimentale è ammissibile purché la difesa possa confrontarsi. Il secondo motivo è stato dichiarato manifestamente infondato: i giudici di merito hanno correttamente valutato elementi oggettivi (13 piante, avanzato stato vegetativo, fertilizzanti, 230,10 g di sostanza estraibile e potenziale numero di dosi) idonei a configurare la coltivazione punibile, anche alla luce dei principi delle Sezioni Unite (n. 12348/2020). Il terzo motivo è infondato: è stata esclusa la continuazione per la distanza temporale e per l'assenza di una deliberazione unitaria ai sensi dell'art. 81 c.p. Esito concreto: confermata la condanna impugnata (pena di 3 anni di reclusione e 9.000 euro di multa) e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    La notificazione dell'avviso di conclusione delle indagini non rende automaticamente inutilizzabili atti tecnici compiuti prima della sua emissione ma depositati dopo; rileva che la difesa abbia possibilità di confrontarsi con gli atti nel dibattimento

  • art. 405 cod. proc. pen.

    Il termine per le indagini preliminari stabilito da questo articolo non rende inutilizzabili gli atti compiuti prima della scadenza anche se depositati dopo

  • art. 430 cod. proc. pen.

    Regole sul deposito e utilizzo degli atti d'indagine; il deposito in dibattimento è valido se la difesa può esercitare il contraddittorio

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione all'escussione del tecnico che redige la consulenza in dibattimento

  • art. 111 Cost.

    Principio della parità delle parti nel processo richiede che la difesa sia messa in condizione di confrontarsi con le acquisizioni probatorie

  • art. 327-bis cod. proc. pen.

    Il difensore è legittimato a svolgere attività di investigazione difensiva in ogni stato e grado del procedimento

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    La produzione e coltivazione di piante della specie vietata integra il reato, valutandosi la pericolosità in relazione allo stato vegetativo, alla potenzialità produttiva e alla quantità ricavabile

  • art. 81 cod. pen.

    Per il riconoscimento della continuazione è necessaria la deliberazione unitaria; nel caso concreto non sussistono i presupposti a causa della distanza temporale e della mancanza di elementi di unità di disegno criminoso

  • Giurisprudenza richiamata (Sezioni Unite n. 12348/2020)

    Principio secondo cui è punita qualsiasi forma di produzione di sostanze stupefacenti e che è sufficiente che la pianta sia del tipo vietato e idonea a produrre sostanza stupefacente per configurare il reato

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 2 n. 40409/2008 - Scatena; Sez. 2 n. 43927/2019 - Bonanno; Sez. 5 n. 40467/2018 - Torino)

    Precedenti che confermano l'ammissibilità di utilizzare in dibattimento atti di indagine compiuti prima della scadenza delle indagini ma depositati successivamente, se la difesa può esercitare il contraddittorio

Massime di principio

  • Un accertamento tecnico effettuato prima della scadenza delle indagini ma redatto o depositato dopo l'avviso di conclusione non è automaticamente inutilizzabile; è decisivo che la difesa abbia effettiva possibilità di accesso e di confronto (escussione del tecnico, contraddittorio).
  • Il pubblico ministero può integrare le indagini anche dopo il decreto di giudizio fino alla discussione finale, purché non sia lesa la possibilità della difesa di esercitare i propri diritti processuali.
  • Per distinguere tra coltivazione destinata al mercato e coltivazione 'domestica' si valutano elementi oggettivi: numero di piante, stato vegetativo, presenza di strumenti/fertilizzanti e la potenzialità produttiva (quantità estraibile e numero di dosi); anche piccole coltivazioni possono integrare il reato se concretamente idonee a produrre droghe.
  • Il riconoscimento della continuazione richiede non solo omogeneità di fattispecie ma anche una deliberazione unitaria o un disegno criminoso unitario; la mera analogia o la presenza di precedenti simili non basta, specialmente se interviene una significativa distanza temporale.
  • Se la difesa ritiene lesi i propri diritti per tardivi depositi, è opportuno eccepire tempestivamente l'inutilizzabilità o richiedere i mezzi istruttori necessari; la mancata contestazione può indebolire la doglianza in sede di legittimità.

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