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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49509/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

D'Altrui impugnava la conferma della condanna ai sensi dell'art. 385, commi 1 e 3, c.p., per essere stato sorpreso fuori dal cancello della sua abitazione durante la misura degli arresti domiciliari. I motivi di ricorso erano: a) violazione dell'art. 385 c.p. e vizio di motivazione — la condotta (sulla soglia, in tuta e ciabatte, con la figlia in braccio, parlando con vicini) non avrebbe concretamente leso il bene tutelato; b) violazione dell'art. 131-bis c.p. — esclusione della particolare tenuità del fatto solo in ragione dei precedenti, nonostante la minimalità, l'occasionalità e il comportamento irreprensibile successivo; c) violazione degli artt. 62-bis e 133 c.p. per mancata mitigazione della pena nonostante elementi favorevoli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo, ribadendo che qualsiasi allontanamento volontario dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione integra il reato di evasione ex art. 385 c.p., indipendentemente da durata, distanza o motivi. Ha però accolto il secondo motivo: l'art. 131-bis c.p. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto) è applicabile anche al reato di evasione se, valutati congiuntamente gli indicatori relativi alle modalita' della condotta e all'esiguita' del pericolo, risulta offensivita' minima e non si ravvisa abitudinarieta'. La Corte ha ritenuto illegittima l'esclusione della tenuità fondata unicamente sui precedenti penali, poiché i criteri di cui all'art. 131-bis sono parametri oggettivi diversi dai profili di personalità del reo. Per tali ragioni la sentenza impugnata è annullata e il procedimento rinviato per nuovo giudizio ad altra Sezione. Il terzo motivo è divenuto irrilevante.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Qualsiasi allontanamento volontario dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione integra il reato di evasione; non rilevano durata, distanza o motivi: il dolo è generico e consiste nella consapevole violazione del divieto.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto può applicarsi al reato di evasione se la fattispecie concreta, valutata tramite gli indicatori sulle modalità della condotta e sull'esiguità del pericolo/danno, dimostra offensività minima e non abitualità; non può essere esclusa sulla sola base dei precedenti personali.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamato come parametro di valutazione per la commisurazione della pena e per individuare circostanze favorevoli, la sua applicazione richiede una valutazione complessiva nel nuovo giudizio.

  • art. 133 cod. pen.

    Norma sulla determinazione della pena che va applicata tenendo conto di tutti gli elementi di personalità e di fatto; la Corte ha ritenuto il tema rimesso al nuovo giudizio dopo l'accertamento sulla tenuità.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale: i motivi di ricorso sono stati esposti nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come previsto dalla disposizione.

Massime di principio

  • L'allontanamento volontario dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione costituisce in linea di principio il reato di evasione (art. 385 c.p.), indipendentemente da durata, distanza o motivazione: quindi tali elementi non escludono di per sé il reato.
  • La particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) può essere valutata anche nel reato di evasione: occorre un giudizio complessivo sugli indicatori oggettivi (modalità della condotta, esiguità del danno o del pericolo) e l'assenza di abitudinarietà.
  • I precedenti penali non possono da soli precludere l'applicazione dell'art. 131-bis: la valutazione della tenuità deve basarsi sui parametri oggettivi indicati dalla norma e non esclusivamente sulla personalità del reo.
  • Se la corte di merito esclude la tenuità fondandosi unicamente sui precedenti, la decisione può essere annullata e il giudizio rinviato per una nuova valutazione conforme ai criteri di legge.
  • Richieste di diminuzione o mitigazione della pena (artt. 62-bis e 133 c.p.) dipendono da una valutazione integrata di tutti gli elementi; l'accertamento sulla possibile tenuità influisce direttamente su tali decisioni.

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