Cassazione Civile, Sentenza n. 11295/2020 del 12/06/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (utenti)
La controversia
Gli utenti avevano chiesto ad ABC Acqua Bene Comune Napoli Azienda Speciale e al Comune di Napoli la restituzione della quota delle bollette del servizio idrico integrato riferita alla depurazione delle acque, sostenendo che l'impianto di depurazione di cui si serviva la loro utenza fosse obsoleto e non funzionante. La domanda era fondata sulla sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 10 ottobre 2008, che aveva escluso la debenza della quota quando gli impianti mancassero o fossero temporaneamente inattivi. Il Giudice di pace di Napoli aveva accolto la domanda contro ABC e la Regione Campania, escludendo la legittimazione passiva del Comune; il Tribunale di Napoli, con sentenza n. 9552/2018 del 6 novembre 2018, accogliendo gli appelli di ABC e della Regione, aveva invece rigettato la domanda restitutoria. Gli utenti hanno proposto cinque motivi: (1) violazione degli artt. 1705 e 2033 c.c., contestando l’esclusione della legittimazione passiva di ABC; (2) violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e 2697 e 2729 c.c., nonché del principio di vicinanza della prova, per l’erronea valutazione dell’onere probatorio e il mancato esame della documentazione sul malfunzionamento dell’impianto; (3) violazione degli artt. 10 e 11 preleggi per avere il Tribunale applicato retroattivamente l’art. 8-sexies del D.L. 208/2008; (4) nullità della sentenza per mancanza di motivazione sulla retroattività della medesima disposizione; (5) violazione dell’art. 2967 c.c. e delle regole sull’onere della prova in relazione alla dimostrazione della progettazione, realizzazione e completamento degli impianti. ABC ha proposto ricorso incidentale condizionato, lamentando l’omessa pronuncia sulla legittimazione attiva degli utenti, contestando l’accoglimento della domanda di manleva e regresso verso la Regione e la chiamata in causa della società Hydrogest, e invocando la prescrizione quinquennale.
La decisione
La Corte ha accolto il primo e il secondo motivo del ricorso principale. Ha riconosciuto la legittimazione passiva concorrente di ABC, perché le bollette erano state emesse dall’azienda in esecuzione dei contratti di utenza da essa stipulati: la quota di depurazione è parte del corrispettivo contrattuale e, se il servizio non è stato fornito, la restituzione va domandata alla controparte del contratto. Ha inoltre riconosciuto la concorrente responsabilità della Regione, proprietaria dell’impianto e soggetto deputato al servizio, per cooperazione del terzo nell’inadempimento; ha accolto parzialmente il secondo motivo incidentale nella parte relativa al regresso di ABC contro la Regione. È stata dichiarata inammissibile la censura incidentale sulla mancata chiamata in causa di Hydrogest, poiché le esigenze probatorie potevano essere soddisfatte mediante richiesta di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c. Quanto alla prova, la Corte ha ritenuto che il Tribunale non avesse esaminato la documentazione prodotta dagli utenti e avesse errato nel porre a loro carico la prova dell’avvenuta progettazione per la riattivazione del servizio: tale circostanza, quale controeccezione e presupposto della debenza della quota secondo l’art. 8-sexies del D.L. 208/2008, doveva essere provata da ABC e dalla Regione, anche in ragione della loro maggiore disponibilità della documentazione. Gli altri motivi principali sono rimasti assorbiti; sono rimasti assorbiti anche il primo e il terzo motivo incidentale. La Corte ha precisato, senza decidere quei motivi assorbiti, che la retroattività dell’art. 8-sexies è implicita nella sua ratio e che il termine per le eventuali restituzioni decorreva fino al 1° ottobre 2014, mentre la prescrizione applicabile all’azione restitutoria è quella ordinaria, non quella quinquennale relativa ai pagamenti periodici. La sentenza è stata cassata con rinvio al Tribunale di Napoli, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 2033 c.c.
la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione, in quanto componente della complessiva tariffa del servizio idrico integrato, ne ripete necessariamente la natura di corrispettivo contrattuale, il cui ammontare è inserito automaticamente nel contratto, ragione per cui ove il servizio di depurazione non sia stato fornito, ma quella quota di tariffa sia stata versata, è nei confronti della controparte del contratto di utenza che la pretesa restitutoria va azionata
La ripetizione della quota versata per una depurazione non erogata va chiesta alla controparte del contratto di utenza, poiché la quota è componente del corrispettivo contrattuale.
art. 2043 c.c.
Di conseguenza, la concorrente responsabilità della Regione si giustifica, ai sensi dell’art. 2043 c.c., nella forma – non sconosciuta al nostro ordinamento, nè alla giurisprudenza di questa Corte – della “cooperazione del terzo nell’inadempimento”.
Il proprietario dell’impianto e soggetto deputato al servizio di depurazione può concorrere, ai sensi dell’art. 2043 c.c., nell’inadempimento del contraente del servizio verso gli utenti, con conseguente possibile regresso di quest’ultimo.
art. 1298, comma 1, c.c.
La chiamata in causa richiesta dalla ABC, infatti, era diretta a far accertare – ai sensi, come detto, dell’art. 1298 c.c., comma 1, u.p. – il suo diritto a “recuperare” dalla Regione quanto eventualmente dovuto agli utenti che avevano azionato la pretesa restitutoria, e ciò proprio in ragione della sua condizione di proprietaria dell’impianto di (OMISSIS) e di soggetto tenuto a svolgere il servizio di depurazione.
La norma è richiamata quale fondamento della domanda di regresso diretta ad accertare la quota interna di responsabilità della Regione per le somme eventualmente restituite agli utenti.
art. 2697 c.c.
l’onere di provare l’avvenuta progettazione per la riattivazione del servizio di depurazione – presupposto per la debenza della quota delle bollette D.L. n. 208 del 2008, ex art. 8 sexies – ricade, quale controeccezione, a carico della parte che la invoca e cioè, nel caso di specie, la ABC e Regione Campania.
La parte che invoca la progettazione per la riattivazione del servizio come presupposto della debenza della quota deve provarla, trattandosi di controeccezione.
artt. 115 e 116 c.p.c.
da una parte, la documentazione prodotta (analiticamente indicata nel motivo di ricorso: cfr. pag. 13-18 del ricorso) dalla quale tale prova poteva essere ricavata non è stata affatto esaminata dal Tribunale
Il giudice di merito deve esaminare la documentazione rilevante ritualmente prodotta; il suo mancato esame, nel caso concreto, ha concorso alla violazione delle regole di valutazione e ripartizione probatoria.
art. 210 c.p.c.
giacchè l’acquisizione di documentazione attestante la regolarità del servizio erogato e/o l’effettuazione degli investimenti operati per il completamento dell’impianto ben avrebbe potuto essere richiesta a norma dell’art. 210 c.p.c., comma 1.
La necessità di acquisire documenti in possesso di un terzo, quando rilevante per la prova, non rende di per sé necessario integrarlo nel contraddittorio: può essere utilizzato l’ordine di esibizione.
art. 8-sexies D.L. 208/2008, convertito in L. 13/2009
l’onere di provare l’avvenuta progettazione per la riattivazione del servizio di depurazione – presupposto per la debenza della quota delle bollette D.L. n. 208 del 2008, ex art. 8 sexies – ricade, quale controeccezione, a carico della parte che la invoca e cioè, nel caso di specie, la ABC e Regione Campania.
La progettazione per la riattivazione del servizio costituisce presupposto della debenza della quota; la relativa prova spetta alla parte che invoca tale presupposto.
D.M. 30 settembre 2009, artt. 6 e 7
la procedimentalizzazione delle condizioni che rendono esigibile la prestazione (ex D.M. 30 settembre 2009), prevedono una serie di passaggi (in particolare, quelli individuati negli artt. 6 e 7 del decreto che affidano alla dimostrazione dell’Autorità d’Ambito anche l’individuazione degli importi e degli aventi diritto sulla base di accertamenti relativi al funzionamento del servizio) che si traducono in una posizione di assoluto vantaggio del gestore rispetto alla disponibilità delle prove, soprattutto documentali, idonea a configurare la situazione sulla quale si fonda, in termini di inversione del relativo onere, il principio di “vicinanza”.
La disciplina procedimentale affida all’Autorità d’Ambito accertamenti sul funzionamento del servizio e l’individuazione degli importi e degli aventi diritto; la maggiore disponibilità delle prove da parte dei gestori giustifica l’applicazione del principio di vicinanza della prova.
Massime di principio
- La quota per la depurazione, quale componente della tariffa del servizio idrico integrato e del corrispettivo del contratto di utenza, deve essere restituita dalla controparte contrattuale quando il servizio non sia stato fornito, anche se il corrispettivo sia stato riscosso tramite bolletta.
- Il proprietario dell’impianto di depurazione, quando sia anche il soggetto deputato a svolgere il servizio, può concorrere nell’inadempimento del gestore che ha stipulato il contratto di utenza; il gestore convenuto dagli utenti per la restituzione può agire in regresso contro tale soggetto.
- Nell’azione di ripetizione di una quota di pagamento asseritamente non dovuta, l’utente deve provare l’assenza della causa giustificativa della parte contestata; tuttavia, quando la controparte oppone la progettazione per la riattivazione del servizio quale presupposto della debenza, la prova di tale controeccezione grava su chi la invoca.
- La distribuzione dell’onere probatorio deve considerare la concreta disponibilità delle prove: la posizione di vantaggio del gestore, che dispone soprattutto della documentazione relativa al funzionamento e alla riattivazione dell’impianto, può fondare l’applicazione del principio di vicinanza della prova.
- La mancata chiamata in causa del soggetto che detiene documenti utili non determina litisconsorzio necessario quando la controversia non deve essere decisa unitariamente nei suoi confronti e l’acquisizione documentale può essere richiesta mediante ordine di esibizione.
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