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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33657/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretto e per equivalente di complessivi euro 19.286,73 nell'ambito di procedimento per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis cod. pen.). Si censurano: 1) la mancata sussistenza del fumus commissi delicti e l'assenza di concreti artifici e dolo a carico di Agostino, il quale avrebbe solo presentato le domande sulla base di procure e dopo rassicurazioni del centro di assistenza agricola; 2) la carenza di motivazione circa il periculum in mora e le esigenze cautelari poste a fondamento del sequestro, nonché la contestata pertinenzialità delle somme sequestrate e la illegittimità del vincolo sui terreni intestati pro quota a Salvatore Maesano.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Ritiene che le censure del primo motivo siano inammissibili in quanto chiedono una rivalutazione del grado di gravità indiziaria che non compete al sindacato sul sequestro preventivo, dovendosi limitare alla verifica del fumus commissi delicti. Il Tribunale del riesame ha sufficientemente documentato elementi indiziari concreti (omessa indicazione di misure ostative, dichiarazioni incomplete sullo stato detentivo, sottoscrizioni obbligatorie) idonei a configurare il reato contestato. Quanto al periculum in mora, la Corte ritiene congrua e adeguata, sebbene sintetica, la motivazione del riesame in relazione alla volatilità di somme liquide e al rischio di dispersione, e quindi infondata la censura. La doglianza sul vincolo ai terreni di Salvatore è dichiarata priva di interesse da parte di Agostino per mancanza di un concreto interesse alla restituzione. Il ricorrente è condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 640-bis cod. pen.

    Fattispecie di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche: il provvedimento di sequestro è fondato sulla sussumibilità dei fatti in questa norma come elemento del fumus commissi delicti.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Disciplina del sequestro preventivo: il decreto finalizzato alla confisca deve contenere motivazione anche sul periculum in mora; la verifica si concentra sul fumus commissi delicti e sulla necessità di impedire la dispersione del bene.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca diretta: la natura di bene denaro rende irrilevante, ai fini del sequestro finalizzato alla confisca diretta, l'eventuale lecita origine del denaro.

  • art. 316-ter cod. pen.

    Richiamata quale contestazione iniziale poi riqualificata: la pronuncia conferma la possibile riqualificazione dei fatti nella fattispecie di truffa per erogazioni pubbliche.

  • art. 416-bis cod. pen.

    La condanna definitiva di Salvatore per associazione mafiosa e l'applicazione di misura di prevenzione costituiscono circostanze ostative alla percezione di aiuti e sono rilevanti come elemento indiziario nella valutazione del fumus.

  • art. 67 comma 1 lett. g) d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    Norma che segnala condizioni ostative alla percezione di finanziamenti (misure di prevenzione): l'omissione di tale circostanza nelle domande è stata ritenuta elemento indiziario rilevante.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Rilevata in relazione alla doglianza sulla motivazione delle misure cautelari; impone adeguata motivazione delle decisioni che incidono su situazioni giuridiche soggettive.

  • art. 591 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata per la non specificità del ricorso: il ricorso non deve limitarsi a reiterare censure già svolte in sede di merito ma deve indicare in modo specifico le ragioni dell'impugnazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione richiamata per il riassunto dei motivi di impugnazione nel ricorso per cassazione con esposizione sintetica.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede condanna alle spese processuali e possibilità di irrogare sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende per ricorsi manifestamente infondati o colposi; applicata alla luce della colpa emergente dall'impugnazione.

Massime di principio

  • Il sindacato sul sequestro preventivo non richiede una valutazione completa della gravità indiziaria ma la verifica del fumus commissi delicti: non è consentito usare il ricorso per cassazione per riesaminare i probabili profili di colpevolezza già valutati in sede di merito.
  • Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessario motivare anche il periculum in mora, ossia il rischio concreto che il bene venga disperso, modificato o sottratto; la motivazione può essere sintetica ma deve evidenziare elementi oggettivi o soggettivi idonei a fondare tale rischio.
  • La natura liquida delle somme (contanti, carte prepagate, conti correnti) comporta una maggiore probabilità di dispersione e può giustificare il sequestro cautelare, anche quando l'importo è inferiore alla somma complessivamente contestata.
  • L'omissione nella documentazione di circostanze ostative rilevanti (es. condanne definitive o misure di prevenzione) costituisce elemento indiziario rilevante ai fini della configurazione della truffa per erogazioni pubbliche.
  • Non ha interesse ad impugnare la misura reale chi non dimostra un interesse concreto ed attuale alla restituzione del bene sequestrato; l'impugnazione deve essere proposta da soggetto titolato.
  • La difesa che si limiti a riproporre le stesse censure del giudizio di merito senza specificare nuovi profili non supera il vaglio di ammissibilità del ricorso per cassazione e può comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria.
  • La confisca diretta di denaro non richiede prova dell'illiceità dell'origine del denaro per giustificare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, se sussistono indizi che collegano quelle somme al reato contestato.

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