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Sentenza

Sentenza n. 116/2026 - Salerno, Sezione 1

per l'annullamento del decreto di rigetto della licenza di porto di fucile per uso sportivo Cat. 6F/P.A.S./2025 notificato in data -OMISSIS-, nei confronti di -OMISSIS-, con annullamento nel merito di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202501202

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per intervenuta cessazione della materia del contendere, rilevando che il ricorrente aveva ottenuto nelle more l'autorizzazione al tiro al volo. Non sono stati esaminati nel merito il decreto di rigetto né i vizi dedotti, che comunque non sono specificati nel testo. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti.

TAR Campania - Salerno, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto della licenza di porto di fucile per uso sportivo

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, il decreto con cui era stata rigettata la domanda di licenza di porto di fucile per uso sportivo. Dal testo non emergono specifici vizi di legittimità dedotti. Nelle more del giudizio, l'Amministrazione ha documentato che, con provvedimento del 16 dicembre 2025, il ricorrente aveva conseguito l'autorizzazione al tiro al volo.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    previa sospensione dell'efficacia

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata in camera di consiglio, sentite le parti ai sensi dell'art. 60 c.p.a.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio avente a oggetto il diniego di un'autorizzazione amministrativa, l'amministrazione adotta un provvedimento che soddisfa la posizione sostanziale fatta valere dal ricorrente, il ricorso può essere dichiarato improcedibile per intervenuta cessazione della materia del contendere, senza esame dei vizi dedotti contro l'atto originariamente impugnato.
  • In caso di cessazione della materia del contendere, la regolazione delle spese è rimessa alla valutazione del giudice, che può disporne la compensazione integrale in presenza di giuste ragioni.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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