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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38146/2023 del 18/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che, in parziale riforma del primo grado, aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione di alcune contestazioni associative e confermato le restanti condanne per plurimi furti pluriaggravati realizzati con la tecnica del "cash trapping" (uso di una forchetta nell'ATM, prelievo preliminare con carta prepagata, attesa della vittima per sottrarre il denaro non erogato) e vari reati di falso e tentato furto. Agafita deduceva: (1) nullità per mancata notifica del decreto di citazione al secondo difensore di fiducia; (2) vizio di motivazione sulla qualificazione della circostanza aggravante della "minorata difesa" (art. 61 n.5 c.p.), lamentando che la Corte non aveva verificato concretamente l'idoneità di tempi/luoghi a facilitare il reato; (3) mancata motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche. Craciunel deduceva: (1) vizio di valutazione probatoria dell'aggancio alle celle telefoniche (cell-site) senza adeguati riscontri; (2) censura sovrapponibile sulla "minorata difesa"; (3) vizio per mancata concessione delle attenuanti generiche. Inoltre il ricorso di Craciunel risultava tardivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Per Agafita: il primo motivo è manifestamente infondato perché la notifica era avvenuta ad uno dei difensori di fiducia e l'omessa notifica all'altro non era stata tempestivamente eccepita in udienza, sicché la nullità si è ritenuta sanata; il secondo motivo è infondato in quanto la Corte territoriale ha correttamente applicato la pronuncia delle Sezioni Unite ("Cardellini"), ritenendo il tempo di commissione (notte/festivi) idoneo a integrare la circostanza aggravante purché accertata la concretizzazione dell'ostacolo alla difesa e l'approfittamento da parte dell'autore, verifiche effettuate nel caso di specie; il terzo motivo è generico e infondato poiché la Corte ha motivato il diniego delle attenuanti con la gravità, reiterazione e modalità del reato. Per Craciunel: il ricorso è inammissibile per tardività (deposito oltre il termine), e i motivi risultano in ogni caso generici o manifestamente infondati; la valutazione dell'aggancio alle celle telefoniche è stata ritenuta corroborata da altri elementi (es. riprese video) e non viziata da illogicità. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati alle spese e al versamento di una somma di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 61 n. 5 cod. pen.

    La circostanza aggravante della cosiddetta "minorata difesa" può essere integrata anche dalla sola circostanza temporale (ad es. tempo di notte) se idonea in astratto a creare ostacolo alla difesa; occorre però verificare concretamente: a) l'idoneità astratta della circostanza; b) l'effettiva produzione dell'ostacolo alla difesa in quel contesto; c) che l'agente abbia profittato di tale situazione (consapevolezza).

  • art. 178 e art. 179 cod. proc. pen.

    art. 178 comma primo lett. c) e art. 179 c.p.p.

    Riguardano le nullità processuali: l'omessa notifica ad un codifensore genera una nullità di regime intermedio che deve essere eccepita tempestivamente in udienza dal difensore presente, altrimenti la nullità si considera sanata.

  • Sezioni Unite, S.U. n.40275 del 15/07/2021 (Cardellini)

    La pronuncia chiarisce i criteri per l'applicazione dell'art. 61 n.5 cod. pen.: il "tempo di notte" può costituire circostanza astrattamente idonea ma richiede motivazione sulla realizzazione concreta dell'ostacolo alla difesa e sulla consapevolezza dell'agente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo, in caso di dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi, del versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende, motivata dalla gravità o dalle ragioni dell'inammissibilità.

Massime di principio

  • La mancata notifica a un codifensore può essere sanata se non tempestivamente eccepita in udienza dal difensore presente: l'eccezione dev'essere sollevata immediatamente per impedire la sanatoria.
  • La circostanza aggravante della "minorata difesa" (art. 61 n.5) può essere riconosciuta anche sulla base del solo tempo (notte/festivi), ma il giudice deve motivare la concreta idoneità di tempo/luogo/persona a ridurre la capacità difensiva e che l'autore ne abbia effettivamente "profitto".
  • Le prove di tipo tecnico (es. agganci alle celle telefoniche) sono elementi indiziari validi se adeguatamente corroborati da altri riscontri (videosorveglianza, riscontri materiali, identificazioni) e la loro valutazione rientra nel libero convincimento del giudice, che va censurato solo per illogicità o contraddittorietà manifeste.
  • Le doglianze generiche, prive di specificazione dei singoli episodi o degli elementi favorevoli, sono inammissibili o destinate al rigetto: in Cassazione è richiesta puntuale indicazione del vizio di motivazione o di diritto.
  • I termini per proporre ricorso devono essere rispettati: la tardività di deposito determina l'inammissibilità dell'impugnazione salvo casi di giustificato differimento.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è rimesso al potere discrezionale del giudice del merito; se la difesa non ha formulato istanze specifiche o non ha fornito elementi positivi, la Corte non è tenuta a motivare oltre misura il rifiuto.

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