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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32482/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Di Napoli impugna l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile per tardività la sua istanza di restituzione nel termine ai sensi dell'art. 175, comma 2, cod.proc.pen. dopo aver scoperto, mediante accesso agli atti e consultazione del certificato del casellario giudiziale, l'esistenza di un decreto penale di condanna (decreto n. 309/2019, procedimento 29/18/RGNR) di cui la ricorrente sostiene di non aver avuto conoscenza. Avendo presentato istanza di restituzione entro 29 giorni dall'accesso al fascicolo (istanza del 29/12/2021 dopo accesso del 30/11/2021), il GIP ritenne tardiva la richiesta considerando conoscenza del provvedimento già al momento della prenotazione telematica (25/11/2021 o data indicata nel provvedimento). La ricorrente denunciava erronea applicazione dell'art.175, comma 2-bis e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Catania per nuovo giudizio. La Corte ha chiarito che il termine di trenta giorni per la richiesta di restituzione decorre dalla conoscenza effettiva del provvedimento (decreto penale di condanna) e non dalla conoscenza del procedimento in generale; ha inoltre ricordato che spetta al giudice, nell'esercizio dei poteri istruttori, verificare il momento in cui l'interessato ha avuto effettiva conoscenza e che sull'istante grava un mero onere di allegazione delle ragioni della mancata conoscenza.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Il termine di trenta giorni per la richiesta di restituzione nel termine decorre dalla conoscenza del provvedimento (decreto penale di condanna) e non dalla conoscenza del procedimento in generale; il giudice deve verificare l'effettiva conoscenza nei poteri istruttori

  • legge 28 aprile 2014, n. 67

    modifica all'art. 175 c.p.p.

    La modifica normativa conferma l'onere di allegazione a carico dell'istante e i poteri del giudice di accertare la mancata conoscenza effettiva del provvedimento

  • Giurisprudenza Cassazione

    Sez.1, n. 57646 del 29/09/2017; Sez.4, n. 6900 del 02/02/2021; Sez.4, n. 33458 del 21/06/2018; Sez.5, n.139 del 14/10/2015

    Costante indirizzo secondo cui il giudice deve verificare la tempestività della richiesta e l'effettiva conoscenza del provvedimento, avvalendosi dei poteri istruttori; l'istante ha un onere di allegazione non oneroso ma necessario per attivare l'accertamento

Massime di principio

  • Il termine di 30 giorni per la restituzione nel termine decorre dalla conoscenza effettiva del provvedimento (decreto penale di condanna), non dalla conoscenza generale dell'esistenza del procedimento
  • La mera prenotazione o l'esistenza di un procedimento non equivalgono automaticamente a conoscenza del contenuto del provvedimento: occorre valutare se e quando l'imputato ha avuto effettiva cognizione del decreto
  • Sull'istante grava un onere di allegazione sulle ragioni della mancata conoscenza; tale onere è di tipo probatorio leggero (allegazione), ma attiva l'obbligo del giudice ad accertare la veridicità e la tempestività mediante i poteri istruttori
  • Il giudice deve esercitare i poteri istruttori per verificare il momento effettivo della conoscenza e non può dichiarare d'ufficio la tardività basandosi su elementi non direttamente connessi alla conoscenza del provvedimento
  • In caso di errore di diritto sulla decorrenza del termine il giudice di legittimità annulla l'ordinanza e rinvia per nuovo esame, affinché il giudice di merito accerti concretamente la conoscenza e la tempestività

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