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Sentenza

Sentenza n. 1067/2026 - Genova, Sezione 2

per l’annullamento - del provvedimento prot. n. 33232 del 30.12.2025, recante il divieto di prosecuzione dell’attività di ristorazione relativa alla S.C.I.A. presentata il 23.12.2025, avente ad oggetto il subingresso nell’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande condotto dall’impresa individuale Hu Zhixin nel locale situato in corso De Michiel nn. 61-63; - di ogni atto presupposto, conseguente e/o comunque connesso, ivi incluse la nota prot. n. 33174 del 29.12.2025 e, ove occorrer possa, la nota prot. n. 522 dell’11.1.2024 con gli atti connessi;

Giustizia amministrativa202501513

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: divieto di prosecuzione dell’attività di ristorazione relativa alla SCIA di subingresso presentata nel dicembre 2025, nonché il precedente divieto di prosecuzione relativo alla SCIA presentata nel dicembre 2023

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato il divieto comunale di prosecuzione dell’attività fondato sulla decadenza del titolo abilitativo per mancato svolgimento dell’attività per oltre dodici mesi, deducendo: l’inesistenza dei presupposti fattuali e l’omesso accertamento dell’effettiva sospensione dell’attività; la mancata adozione di un autonomo provvedimento dichiarativo di decadenza; l’assenza di volontarietà nella sospensione, asseritamente dovuta alla morosità e al recesso dell’affittuario, nonché l’avvenuta ripresa dell’attività nel dicembre 2023; la sproporzione del divieto e la violazione del principio di leale collaborazione, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto riqualificare la SCIA di subingresso come SCIA per l’avvio di una nuova attività; infine, l’omessa comunicazione preventiva dei motivi ostativi ai sensi dell’art. 10-bis l. 241/1990. Il Comune ha eccepito che il precedente provvedimento inibitorio dell’8 gennaio 2024, notificato via PEC al domicilio digitale indicato nella precedente SCIA, era divenuto definitivo per mancata impugnazione e che il provvedimento del 30 dicembre 2025 costituiva reiterazione di una SCIA sostanzialmente identica.

La decisione

Il TAR ha autorizzato la produzione documentale tardiva del Comune ai sensi dell’art. 54 c.p.a., ritenendo che i documenti fossero già indicati tra gli allegati alla costituzione e non fossero visualizzabili nel fascicolo informatico. Ha poi accolto l’eccezione preliminare del Comune. Il precedente divieto di prosecuzione dell’8 gennaio 2024, relativo alla SCIA del 21 dicembre 2023, era stato trasmesso l’11 gennaio 2024 via PEC al domicilio digitale espressamente eletto dall’impresa per le comunicazioni procedimentali; non essendo stato impugnato nel termine decadenziale, si era consolidato. Tale consolidamento impedisce di eludere il termine di impugnazione mediante la ripresentazione di una SCIA sostanzialmente identica, volta a contestare indirettamente il precedente atto repressivo. Pertanto, l’impugnazione del provvedimento presupposto dell’8 gennaio 2024 è stata dichiarata irricevibile, mentre le censure rivolte contro il nuovo provvedimento del 30 dicembre 2025 sono state dichiarate inammissibili, in quanto rivolte contro un atto reiterativo fondato sul precedente ormai inoppugnabile. Il TAR ha precisato che l’impresa resta libera di presentare una nuova SCIA per l’avvio dell’attività di somministrazione, senza qualificarsi come subentrante nel titolo precedentemente riferito all’altra impresa, purché sussistano i requisiti e sia prodotta la documentazione necessaria. L’impresa è stata condannata al pagamento di € 2.000,00 oltre accessori per spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 19 l. 241/1990

    Il meccanismo della SCIA non consente di eludere il consolidamento del precedente provvedimento inibitorio mediante la ripresentazione di una segnalazione sostanzialmente identica.

  • art. 29 c.p.a.

    Il termine decadenziale per impugnare gli atti amministrativi tutela le esigenze di certezza e stabilità dell’azione amministrativa e impedisce la contestazione indiretta di un atto ormai consolidato.

  • art. 64, comma 8, d.lgs. 59/2010

    Il mancato svolgimento dell’attività di somministrazione per oltre dodici mesi determina la decadenza del titolo abilitativo, sulla quale può fondarsi il divieto di prosecuzione dell’attività.

  • art. 54 c.p.a.

    Il giudice può autorizzare la produzione documentale oltre i termini quando la documentazione era già indicata tra gli allegati depositati e non risultava visualizzabile nel fascicolo informatico.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La relativa censura non è stata esaminata nel merito, poiché il ricorso è stato definito mediante declaratoria di irricevibilità e inammissibilità.

Massime di principio

  • Il provvedimento inibitorio adottato nei confronti di una SCIA, se ritualmente comunicato al domicilio digitale indicato dal segnalante e non tempestivamente impugnato, si consolida e diviene inoppugnabile.
  • La ripresentazione di una SCIA sostanzialmente identica a quella già oggetto di un provvedimento inibitorio non consente di eludere il termine decadenziale per impugnare il primo atto; le censure contro il successivo provvedimento reiterativo sono quindi inammissibili nella parte in cui mirano a contestare indirettamente l’atto consolidato.
  • La comunicazione del provvedimento amministrativo al domicilio digitale espressamente eletto dal privato nella precedente SCIA è idonea a far decorrere il termine per l’impugnazione, anche se il domicilio appartiene al consulente o procuratore indicato per le comunicazioni procedimentali.
  • Il consolidamento del divieto di prosecuzione relativo a una SCIA di subingresso non preclude in assoluto la presentazione di una nuova SCIA per l’avvio di una diversa attività, purché essa non sia configurata come subentro nel titolo precedente e siano rispettati i requisiti e gli obblighi documentali previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneSCIA e liberalizzazioniTermini e notificazione del ricorso
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di legalità e tipicità

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