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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28683/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (vettore)

La controversia

La controversia nasce dal ritardo di un volo nazionale Palermo-Roma, che fece perdere al passeggero la coincidenza Roma-San Pietroburgo. Il passeggero agì per ottenere la compensazione pecuniaria prevista dalla disciplina europea sul trasporto aereo e il rimborso di un pernottamento inutilizzato. La compagnia aerea convenuta contestò anzitutto la propria legittimazione passiva, sostenendo che la compensazione fosse dovuta dal solo vettore operativo della tratta ritardata, e quindi dalla compagnia che aveva effettivamente operato il volo nazionale. Inoltre eccepì la nullità/inesistenza della citazione, deducendo che l’atto era stato sottoscritto e notificato da un difensore diverso da quello indicato nella procura alle liti, con conseguente carenza di ius postulandi. Il Tribunale respinse l’appello della compagnia e ritenne valida la sanatoria ex art. 182 c.p.c. della procura, nonché la responsabilità solidale del vettore contrattuale e di quello operativo. In cassazione la compagnia dedusse: 1) omessa pronuncia e nullità della sentenza per non avere il Tribunale esaminato il vizio di inesistenza della notificazione/citazione; 2) nullità derivata per violazione degli artt. 83 e 182 c.p.c. e della L. n. 53/2004, sostenendo che la mancanza di procura al difensore notificante non fosse sanabile; 3) violazione della disciplina europea e convenzionale sul trasporto aereo, per avere il Tribunale attribuito la responsabilità alla compagnia ricorrente e ritenuto la solidarietà passiva con il vettore operativo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo di ricorso, ritenendo corretta la tesi secondo cui l’art. 182, comma 2, c.p.c. non consente di sanare l’inesistenza o la mancanza in atti della procura alle liti. Ha quindi aderito all’orientamento delle Sezioni Unite del 2022 che distingue il difetto/nullità sanabile dalla radicale inesistenza della procura. Poiché nel caso concreto la procura risultava rilasciata a un difensore diverso da quello che aveva sottoscritto e notificato la citazione, la Corte ha qualificato il vizio come radicale inesistenza dello ius postulandi del difensore notificante. Il terzo motivo è rimasto assorbito. La sentenza impugnata è stata cassata senza rinvio. La Corte ha inoltre condannato il controricorrente al pagamento delle spese dei giudizi di merito, come liquidate nei due gradi, e delle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 182 c.p.c.

    "il giudice assegna alle parti un termine perentorio"; "l'osservanza del termine sana i vizi"

    la sanatoria opera per difetti di rappresentanza, assistenza o autorizzazione e per nullità della procura, ma non per l'inesistenza o mancanza in atti della procura alle liti.

  • art. 83 c.p.c.

    richiamato per affermare che il ministero del difensore è regola generale e che la sua assenza non può essere equiparata a un vizio sanabile della procura.

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato dalla ricorrente come norma violata per omessa pronuncia sui motivi di appello relativi alla nullità/inesistenza della notificazione.

  • art. 132 c.p.c.

    richiamato come parametro della nullità della sentenza per difetto di motivazione conseguente all'omessa pronuncia.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    norma invocata a fondamento dei motivi di nullità della sentenza e del procedimento.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    norma invocata per denunciare la violazione della disciplina sul trasporto aereo e sulla responsabilità del vettore.

  • art. 3.5 Regolamento CE 261/2004

    richiamato dalla ricorrente per sostenere che la compensazione pecuniaria gravasse sul solo vettore operativo.

  • art. 12 Regolamento CE 261/2004

    richiamato nel terzo motivo in relazione alla disciplina del risarcimento e/o delle tutele cumulabili.

  • Convenzione di Guadalajara

    richiamata dal giudice di merito come base della responsabilità del vettore contrattuale insieme al vettore operativo.

  • art. 41 Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999

    richiamato dal giudice di merito e dalla ricorrente nel confronto tra disciplina convenzionale e regolamento europeo sul trasporto aereo.

  • L. n. 53/2004

    richiamata dalla ricorrente in relazione alla notificazione via PEC dell'atto di citazione.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    richiamato per la trattazione camerale del ricorso.

Massime di principio

  • L'art. 182, comma 2, c.p.c. consente la regolarizzazione della rappresentanza o della procura difettosa, ma non estende la sanatoria al caso in cui la procura alle liti sia radicalmente inesistente o manchi del tutto in atti.
  • Ai fini della validità della costituzione e della notificazione dell'atto introduttivo, occorre distinguere tra nullità della procura, che può essere sanata, e inesistenza dello ius postulandi del difensore, che non è emendabile mediante invito del giudice alla regolarizzazione.
  • Quando la procura risulti rilasciata a un difensore diverso da quello che ha sottoscritto e notificato l'atto, il vizio può integrare una radicale mancanza di potere processuale del notificante e non una mera irregolarità sanabile.
  • In presenza di contrasto giurisprudenziale, la Corte può privilegiare l'orientamento delle Sezioni Unite più recente, attribuendogli continuità per assicurare uniformità interpretativa.
  • Se il primo e il secondo motivo di ricorso sono accolti per una questione processuale assorbente, le censure di merito restano assorbite.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniNotificazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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