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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7725/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello per più censure: nullità del capo di imputazione per genericità e richiamo generico ad atti/avvisi di accertamento senza analitica indicazione delle fatture; nullità/irregolarità per rettifica in udienza del capo di imputazione (mancato rispetto delle formalità previste dagli artt. 516 e 520 c.p.p.); omissione dell'acquisizione in appello della documentazione contabile richiesta (art. 603 c.p.p.); errata applicazione della continuazione tra più condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale e conseguente aumento della pena ex art. 81 c.p., con richiesta di sospensione condizionale della pena che non sarebbe stata correttamente valutata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Maurizio Tancredi. Il ricorso di Chiara Renna è stato dichiarato inammissibile nei primi motivi ma parzialmente fondato sul quarto/ultimo motivo: la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'inquadramento della continuazione (aumento per continuazione ritenuto illegittimo) e alla valutazione sulla sospensione condizionale della pena, disponendo il rinvio al giudice d'appello per nuovo giudizio su tali profili. Le altre censure di Renna (capo di imputazione, rettifica, acquisizione documentale) sono state ritenute infondate o correttamente motivate dal giudice d'appello.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    comma 1, lett. b), c) e e)

    norma richiamata per individuare i motivi di ricorso in Cassazione; usata per inquadrare le censure relative a vizio di motivazione, nullità del capo di imputazione e violazione di norme procedurali

  • artt. 178, 179, 185, 417 lett. b) c.p.p.

    richiamati in relazione alla presunta genericità del capo di imputazione e alla necessità di indicazioni utili per il diritto di difesa; la Corte ha però ricordato che non è necessaria l'analitica elencazione quando gli atti richiamati consentono all'imputato di individuare gli addebiti

  • artt. 516 e 520 c.p.p.

    riferiti alla rettifica del capo di imputazione in udienza; la Corte ha ritenuto irrilevante l'omissione degli articoli di legge quando il fatto è sufficientemente descritto e non è offeso il diritto di difesa

  • art. 603 c.p.p.

    norma sull'acquisizione di documenti nel giudizio d'appello; la Corte ha confermato la valutazione di merito del giudice d'appello circa l'indecifrabilità e la non pertinenza della documentazione contabile presentata, lasciando discrezionalità al giudice di merito

  • art. 81 c.p.

    norma sulla continuazione e cumulazione delle pene: la Corte ha ritenuto illegittimo l'aumento della pena per continuazione nella fattispecie specifica di bancarotta fraudolenta patrimoniale così come applicato in primo e secondo grado

  • art. 219 legge fallimentare

    richiamata nella decisione sul regime speciale della continuazione tra reati fallimentari; la Corte ha osservato che la disciplina speciale della continuazione in materia fallimentare non si traduce automaticamente in un'aggravante strutturale e che l'aumento applicato è risultato illegittimo

  • art. 216 e 217 legge fallimentare

    richiamate nel ragionamento sostanziale: la giurisprudenza indica che il reato di bancarotta può avere natura unitaria anche se realizzato con più atti, ma le diverse fattispecie mantenendo autonomia possono dar luogo a concorso di reati unificati solo ai fini sanzionatori secondo la disciplina speciale

  • art. 62-bis c.p.

    circostanza attenuante (attenuanti generiche) riconosciuta in primo grado e valorizzata nella quantificazione della pena prima dell'applicazione dell'aumento per continuazione

  • art. 164 c.p.

    rilevante rispetto alla sospensione condizionale della pena: la Corte ha rinviato la valutazione al giudice d'appello perché la decisione sulla sospensione richiede un giudizio prognostico di merito non sindacabile in sede di legittimità

Massime di principio

  • La nullità del capo di imputazione per genericità non scatta se, per gli atti richiamati, il fatto è identificabile dall'imputato e non ne deriva un effettivo pregiudizio difensivo: l'indicazione di documenti/avvisi che consentono di individuare gli eventi può essere sufficiente.
  • L'omessa indicazione dell'articolo di legge nella contestazione non determina necessariamente nullità se il fatto è descritto con chiarezza e la difesa non subisce compressione nei propri diritti.
  • La richiesta di acquisizione di documenti in appello è sottoposta al sindacato limitato del giudice di legittimità: questi verifica la correttezza della motivazione del giudice d'appello sulla mancata rinnovazione dell'istruttoria, non la rilevanza concreta degli atti.
  • Nella materia fallimentare la nozione di continuità tra condotte è speciale: anche se più atti possono apparire ripetuti, il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale può mantenere carattere unitario; l'applicazione dell'aumento per continuazione va valutata con attenzione e può risultare illegittima se contrasta con la disciplina speciale.
  • La valutazione sulla concessione della sospensione condizionale della pena implica un giudizio prognostico e di merito (art. 164 c.p.) che normalmente richiede una nuova valutazione da parte del giudice di merito, non ripetibile in Cassazione.
  • Il ricorrente in Cassazione deve dimostrare interesse e specifico vizio per ogni motivo: mancanza di interesse o di autonoma posizione processuale rispetto al capo impugnato può rendere il ricorso inammissibile.
  • Il potere di rettifica in udienza del pubblico ministero (o integrazione della contestazione) è limitato da garanzie procedurali; tuttavia, se la rettifica non ha inciso sulla possibilità di difesa, la censura può essere ritenuta infondata.

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