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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27356/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza sulla fase delle indagini scaturito dall'arresto in flagranza (13/02/2023) di Luigi Pio Pazienza. L'indagato era accusato di essersi impossessato, a Bari, dell'autovettura di proprietà di Caterina Ceglie (artt. 624 e 625 c.p. con aggravante) e, durante la fuga lungo la SS16 fino a Trani/Barletta, di aver usato violenza per sottrarsi al controllo e all'arresto da parte dei Carabinieri (ipotesi di rapina impropria/tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale, artt. 61 n.2 e 337 c.p.). Il GIP di Trani e il GIP di Bari si sono entrambi dichiarati incompetenti, determinando una stasi procedimentale e sollevando il conflitto che la Corte di Cassazione doveva risolvere.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato sussistente il conflitto negativo di competenza e ha deciso che il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani è competente. Motivazione: il reato più grave è stato qualificato come tentata rapina impropria (rapina impropria), poiché la violenza posta in essere contro i militari era strettamente funzionale a consolidare l'impossessamento del veicolo e a garantirne l'impunità, senza soluzione di continuità rispetto alla sottrazione. La Corte ha ritenuto irrilevante che la violenza sia avvenuta in luogo diverso o contro persona diversa rispetto al furto, richiamando costante giurisprudenza che ammette la configurazione della rapina impropria anche in tali ipotesi. Ha inoltre confermato che il reato di resistenza a pubblico ufficiale può concorrere con la rapina impropria quando la violenza è strumentale all'impunità e l'agente conosce la qualità delle persone offese. In conformità anche all'istanza del Procuratore Generale, è stata quindi dichiarata la competenza del GIP di Trani.

Norme richiamate

  • art. 22 codice di procedura penale

    Utilizzato dai giudici di merito per giustificare l'autodichiarazione di incompetenza e la restituzione degli atti al Pubblico Ministero; disciplina l'incompetenza per territorio del giudice che si dichiara tale.

  • art. 28 codice di procedura penale

    Richiamato quale norma che consente al giudice di sollevare il conflitto di competenza; regola le modalità di segnalazione del conflitto.

  • art. 30 codice di procedura penale

    Norma che disciplina la trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione per la decisione sul conflitto di competenza; seguita dai giudici che hanno sollevato il conflitto negativo.

  • art. 16 comma 1 codice di procedura penale

    Principio applicato dalla Corte: la competenza territoriale si individua in relazione al reato più grave o al momento in cui si è consumato l'evento più significativo; la Corte ha ritenuto che il fatto più grave fosse la rapina impropria consumata (o tentata) nello spazio di Trani.

  • artt. 624 e 625 comma primo n.7 codice penale

    Norme del furto e delle aggravanti che descrivono l'originaria imputazione per l'impossessamento dell'autovettura a Bari; la Corte ha però ritenuto che la qualificazione più grave fosse rapina impropria a causa della successiva violenza.

  • art. 61 n. 2 codice penale

    Richiamato in relazione alle circostanze aggravanti e alle modalità dell'azione violenta che hanno inciso sulla qualificazione del reato e sulla determinazione del 'più grave' fatto.

  • art. 337 codice penale

    Delitto di resistenza a pubblico ufficiale: la Corte ha ritenuto che tale reato possa concorrere con la rapina impropria qualora la violenza sia strumentale all'impunità e l'agente conosca la qualità delle persone offese (forze dell'ordine in divisa).

  • richiami giurisprudenziali (es. Sez. 7 n. 34056/2018, Sez. 2 n. 43764/2013, ecc.)

    La Corte ha fatto riferimento a orientamenti consolidati della Corte di Cassazione secondo cui, nella rapina impropria, violenza o minaccia possono realizzarsi anche in luogo diverso dalla sottrazione e nei confronti di persona diversa dal derubato, purché vi sia continuità e funzionalità dell'azione volta a impedire la riconquista della cosa o assicurare l'impunità.

Massime di principio

  • La competenza territoriale si determina in relazione al reato 'più grave' o all'evento più significativo: se la condotta successiva (es. violenza per sottrarsi all'arresto) integra un reato più grave, il territorio di quest'ultimo determina la competenza.
  • La rapina impropria può configurarsi anche quando la violenza o la minaccia si verificano in luogo diverso da quello della sottrazione e nei confronti di persona diversa dal proprietario, purché la violenza sia funzionalmente collegata alla sottrazione e non vi sia interruzione dell'unitarietà dell'azione.
  • Il reato di resistenza a pubblico ufficiale può concorrere con la rapina impropria quando la violenza è strumentale a garantire l'impunità e l'agente è consapevole della qualità delle vittime (es. forze dell'ordine in divisa).
  • In caso di conflitto negativo di competenza sollevato da più giudici, la Corte di Cassazione decide e può assegnare la competenza al giudice del luogo dove si è consumato l'atto più grave o l'ultimo atto diretto a commettere il delitto.
  • Circostanze fattuali come la continuità temporale dell'azione, l'uso di sistemi di localizzazione (GPS) e la prova che la violenza era finalizzata al mantenimento del possesso possono orientare la qualificazione verso la rapina impropria e quindi modificare il criterio territoriale.
  • La semplice diversità del luogo o della persona offesa non esclude automaticamente la rapina impropria: è decisivo il nesso funzionale e la mancanza di interruzione dell'azione criminosa.

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