Sentenza del 13/10/2020 n. 22015 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia contestava la deducibilita' di costi e la detrazione IVA riconducibili a cinque fatture ritenute inesistenti per anomalie formali e sostanziali (partita IVA con 12 cifre anziche' 11 in quattro fatture, integrazione olografa del nominativo in una fattura, importi non conciliabili con il volume d'affari dichiarato, mancanza della data in una fattura) e applicava sanzioni. Il contribuente impugnava la decisione; la CTP aveva accolto parzialmente, la CTR aveva invece dato ragione all'Amministrazione ritenendo non provata l'effettiva esistenza delle operazioni. In Cassazione il contribuente deduceva vari vizi di diritto e di motivazione, nonche' la corretta applicazione del nuovo ius superveniens previsto dal Decreto Legge 2 marzo 2012 n.16 art.8.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto la maggior parte dei motivi di ricorso ritenendo legittima la valutazione della CTR circa le anomalie formali delle fatture e la conseguente perdita della presunzione di veridicita'. Tuttavia la Corte ha accolto il quinto motivo relativo all'applicazione del ius superveniens (D.L. 2 marzo 2012 n.16, art.8) ritenendolo applicabile alla controversia e piu' favorevole al contribuente; per questo ha cassato la sentenza della CTR e rinviato la causa alla stessa commissione in diversa composizione per nuovo esame, anche in ordine alle spese.
Norme richiamate
art. 115 c.p.c.
Il principio della non contestazione si applica anche nel processo tributario limitatamente al profilo probatorio; non impone all'Amministrazione un onere di allegazione maggiore rispetto a quanto gia' contenuto nell'atto impositivo.
art. 360 c.p.c. comma 1
Base per i motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione, violazioni di legge) utilizzati nel caso.
DPR 600/1973 art. 42
Citato nei motivi relativi alla motivazione e ai presupposti dell'accertamento; la Corte richiede che l'avviso metta il contribuente in grado di conoscere la pretesa.
DPR 633/1972 art. 56
L'avviso di accertamento soddisfa l'obbligo di motivazione quando consente al contribuente di conoscere gli elementi essenziali della pretesa IVA.
L. 27 luglio 2000 n. 212 (Statuto del contribuente) artt. 6,7,10,12
Richiamati in relazione al contraddittorio endoprocedimentale: la Corte ricorda che per controlli 'a tavolino' non sussiste in generale un obbligo di contraddittorio per tributi non armonizzati, salvo casi specifici.
D.Lgs. 546/1992 art. 57
Norma processuale tributaria richiamata in tema di oneri difensivi e di indicazione delle prove dall'Amministrazione.
art. 2697 c.c.
Principio sulla distribuzione dell'onere della prova: l'Amministrazione, contestando la veridicita' delle fatture per anomalie formali, puo' far venir meno la presunzione di veridicita' e il contribuente deve fornire prove idonee a dimostrare l'effettiva operazione.
D.L. 2 marzo 2012 n. 16 art. 8 commi 1-3 (convertito L. 26 aprile 2012 n. 44)
Ai fini dell'accertamento delle imposte sui redditi non concorrono alla formazione del reddito oggetto di rettifica i componenti positivi direttamente afferenti a spese o altri componenti negativi relativi a beni o servizi non effettivamente scambiati o prestati entro i limiti dell'ammontare non ammesso in deduzione; in tal caso si applica una sanzione amministrativa.
La norma, ritenuta ius superveniens applicabile al caso, modifica la disciplina delle conseguenze fiscali delle operazioni inesistenti imponendo al contribuente l'onere di provare che anche i ricavi correlati siano fittizi se ne chiede la non concorrenza alla formazione del reddito; la Corte ha disposto il rinvio per applicare tale regime.
L. 24 dicembre 1997 n. 537 art. 15 comma 4-bis (previgente)
Normativa previgente richiamata per confronto con il nuovo ius superveniens; la nuova disciplina e' piu' favorevole e applicabile retroattivamente al processo.
Massime di principio
- Fatture con gravi irregolarita' formali (dati anomali o mancanti, partita IVA inesatta, integrazioni a mano) possono far cadere la presunzione di veridicita' e rendere inidonea la fattura a giustificare la deduzione dei costi.
- Nei controlli 'a tavolino' non e' sempre obbligatorio il contraddittorio endoprocedimentale per tributi non armonizzati; il contribuente che invoca la violazione del contraddittorio deve indicare quali elementi concreti avrebbe fornito in quella sede.
- La ripartizione dell'onere della prova resta centrale: l'Amministrazione, dimostrando anomalie e indizi concreti di inesistenza, puo' rendere necessaria per il contribuente la prova positiva dell'effettiva operazione (documenti di trasporto, bolle di carico, pagamenti, registrazioni di magazzino).
- Il principio della non contestazione processuale si applica anche in materia tributaria sul piano probatorio, ma è limitato dalla natura dell'atto impositivo che contiene gia' l'allegazione dei fatti costitutivi della pretesa.
- Il ius superveniens (D.L. 2 marzo 2012 n.16 art.8) puo' essere applicato retroattivamente se piu' favorevole al contribuente e cambia l'approccio probatorio riguardo ai componenti positivi correlati a spese ritenute fittizie: il contribuente deve dimostrare che anche i ricavi correlati sono fittizi per ottenere la loro esclusione dalla base imponibile.
- La Corte di Cassazione non riesamina il merito dei fatti ma verifica la correttezza giuridica e la logicita' della motivazione del giudice di merito; errori procedurali o nuove norme piu' favorevoli possono pero' determinare la cassazione con rinvio.
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