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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25195/2022 del 01/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che, accogliendo l'appello del Pubblico Ministero, aveva disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere nei confronti di Valerio, indagato per tentato omicidio di due Carabinieri e per reati connessi a un fucile di provenienza furtiva. In primo grado il GIP aveva sostituito la custodia con gli arresti domiciliari con "braccialetto elettronico"; il Procuratore aveva proposto appello. Il Tribunale del riesame aveva annullato la sostituzione ritenendola ingiustificata rispetto a precedenti valutazioni sul pericolo per la sicurezza pubblica (il delitto era stato compiuto dall'abitazione dell'indagato, questi viveva da solo, e il gesto era rimasto inspiegato). Il ricorrente deduceva vizio di motivazione: il Tribunale del riesame non aveva valutato che erano trascorsi nove mesi senza ulteriori reati, che l'indagato si era presentato spontaneamente alla polizia e che l'ordinanza del GIP si era basata su queste circostanze; chiedeva l'annullamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Motivazione: nel frattempo il Tribunale di La Spezia, con ordinanza del 28/02/2022 (su istanza della difesa e con parere favorevole del Pubblico Ministero), aveva sostituito gli arresti domiciliari con la misura meno grave dell'obbligo di dimora nella provincia di La Spezia. Ciò rendeva inefficace l'ordinanza del Tribunale del riesame (anche se confermata dalla Corte), poiché il provvedimento era stato superato dal successivo atto del giudice competente; inoltre il PM che aveva chiesto il ripristino della custodia in carcere aveva poi espresso parere favorevole alla sostituzione con una misura non custodiale. P.Q.M.: annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata.

Massime di principio

  • Se, dopo un provvedimento impugnato, interviene un successivo provvedimento del giudice competente che modifica la misura cautelare in senso diverso e applicabile, la Corte di cassazione può annullare l'atto impugnato senza rinviare perché ormai inefficace.
  • La valutazione del Tribunale del riesame deve essere adeguatamente motivata, specie quando si discosta da precedenti valutazioni del GIP su elementi quali il pericolo per la sicurezza pubblica; non è sufficiente esercitare una discrezionalità "pura" senza fondamento.
  • Il semplice fatto che l'indagato rinunci a uscire per recarsi al lavoro non costituisce necessariamente un "novum" idoneo a giustificare un allentamento della misura cautelare, se permangono elementi che evidenziano pericolo di reiterazione (es. delitto commesso nell'abitazione, indagato che vive da solo, atto inesplcato).
  • Circostanze favorevoli alla difesa (periodo senza nuovi reati, presentazione spontanea alle forze dell'ordine) sono elementi utili ma possono risultare insufficienti se il quadro indiziario e il rischio specialpreventivo rimangono solidi; tuttavia, l'emergere di una misura successiva meno grave concordata con il PM può rendere priva di effetti l'impugnazione dell'originaria sostituzione.
  • La posizione del Pubblico Ministero sull'opportunità della misura cautelare (es. impugnazione iniziale e successivo parere favorevole alla misura meno gravosa) influisce sull'efficacia pratica delle decisioni cautelari e può determinare la superamento degli atti precedenti.

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