Cassazione Penale, Sentenza n. 41890/2024 del 14/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Firenze che, pur assolvendo la stessa dal reato contestato al capo 16 e avendo già assolto il capo 17 in primo grado, confermava le condanne per i capi 14 e 15 (art. 2 d.lgs. n. 74/2000). I motivi di ricorso denunciavano: 1) travisamento del contenuto degli atti transattivi dell'11/01/2016 tra Andi S.r.l. e Nikila Invest S.r.l., che secondo la ricorrente non avrebbero annullato contabilmente debiti ma prevedevano il pagamento di somme a saldo e stralcio; 2) carenza assoluta di motivazione e mancanza di prova della retrocessione delle somme pagate (quindi assenza della prova che le fatture fossero per prestazioni inesistenti); 3) contraddittorietà nella qualificazione della Edil Building S.r.l. come "cartiera" rispetto alla valutazione del primo giudice; 4) incoerenza nella valutazione dell'elemento soggettivo (differente valutazione per capi diversi pur trattandosi di fattispecie con soggetto emittente simile).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure della ricorrente consistessero soprattutto in una richiesta di rivalutazione del merito e non in un effettivo travisamento della prova ai sensi del giudizio di legittimità; inoltre la ricorrente non ha allegato integralmente gli atti necessari per dimostrare il presunto travisamento. Di conseguenza resta ferma la condanna per i capi 14 e 15 (art. 2 d.lgs. n. 74/2000) come accertata dai giudici di merito; la Corte d'appello aveva invece assolto la ricorrente dal capo 16 (e il Tribunale aveva assolto il capo 17). Per l'inammissibilità del ricorso la Corte ha posto a carico della ricorrente le spese processuali e ha disposto il versamento di una somma equitativamente fissata in Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000
Norma che sanziona la dichiarazione fraudolenta mediante elementi passivi fittizi. La Corte di merito l'ha applicata per i reati contestati ai capi 14 e 15, ritenendo provata l'emissione e uso di fatture per prestazioni inesistenti al fine di evadere imposte.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Limita il sindacato della Cassazione: non è ammessa una rivalutazione meramente probatoria. Le censure devono mirare a vizi di motivazione o travisamento della prova nella parte 'significante' e, se rivolte al merito, risultano inammissibili.
art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Onere per l'appellante (e, per i fini di cassazione, per il ricorrente) di indicare specificamente le prove ritenute inesistenti, omesse o erroneamente valutate. La Corte ha fatto presente che senza allegazione puntuale degli atti non è possibile sindacare il travisamento.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso (spese del procedimento e sanzione alla Cassa delle ammende). La Corte lo ha applicato per far gravare sulla ricorrente oneri e sanzione da Euro 3.000,00.
art. 1, comma 64, legge n. 103 del 2017
Consente di aumentare la sanzione prevista dall'art. 616 cod. proc. pen. oltre il massimo edittale in casi giustificati. La Corte ha richiamato questa facoltà nel fissare la somma a carico della ricorrente.
Massime di principio
- In Cassazione non è consentito chiedere la rivalutazione del merito: le doglianze devono prospettare vizi di diritto o un travisamento 'fotografico' del contenuto degli atti, non una diversa lettura o rivalutazione del significato della prova.
- La deduzione del travisamento della prova richiede che il ricorrente indichi e alleghi gli atti processuali rilevanti (o ne dia la trascrizione integrale) e dimostri che l'errore sul 'significante' sia decisivo per la decisione.
- In caso di 'doppia conforme' (condanna confermata in appello), è particolarmente difficile ottenere l'ammissione di questioni che ripropongono le stesse censure già esaminate; il vizio deve essere evidente e supportato da documentazione completa.
- Quando si contesta l'inesistenza di prestazioni fatturate (frode fiscale), è importante non solo dimostrare l'assenza della prestazione, ma anche l'effettivo meccanismo di retrocessione o di circolazione delle somme quando la difesa lo invoca come elemento scusante.
- Le relazioni tra persone fisiche (rapporti affettivi o di convivenza) che gestiscono società correlate possono essere valutate dai giudici come elemento probatorio della persistenza della disponibilità delle somme all'interno del 'giro' societario; la mera eccezione teorica sulla possibile retrocessione non è sufficiente senza prove documentali.
- Se si intende impugnare in Cassazione una sentenza per travisamento, predisporre il ricorso in modalità 'autosufficiente': indicare esattamente gli atti omessi o travisati, il passaggio fattuale che si ritiene distorto e allegare i documenti che dimostrano l'errore, altrimenti si corre l'inammissibilità e l'onere delle spese.
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