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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20736/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Lodi che aveva respinto la richiesta di applicare la continuazione tra reati già definiti con tre diverse sentenze. I fatti richiamati riguardano delitti contro il patrimonio, in particolare furti in abitazione e un episodio di uso e falsificazione di carte di credito/mezzi di pagamento commessi in date diverse tra gennaio e luglio 2019. Secondo la difesa, il giudice avrebbe errato nel negare la continuazione nonostante l'omogeneità dei reati, la contiguità temporale tra i fatti e il fatto che in altra sede fosse già stata riconosciuta la continuazione per analoghi furti commessi tra maggio e giugno 2019. Sono stati dedotti violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che l'ordinanza non avesse adeguatamente considerato la ricorrenza di un medesimo disegno criminoso.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse correttamente escluso la continuazione, distinguendo la programmazione unitaria e originaria dei reati dalla mera inclinazione a reiterare condotte criminose analoghe. La decisione ha valorizzato la distanza temporale tra i fatti, le diverse modalità esecutive e la circostanza che il precedente riconoscimento della continuazione riguardava solo un gruppo ristretto di furti, commessi nello stesso luogo e a brevissima distanza di tempo, non estensibile ai nuovi episodi. È stata quindi confermata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 493-ter c.p.

    la Corte richiama il reato solo per evidenziare la diversità di modalità esecutive rispetto ai furti e la distanza temporale rispetto agli altri episodi, elementi incompatibili con un unico disegno criminoso.

  • art. 81 c.p.

    la decisione si fonda sul concetto di continuazione come programmazione unitaria e originaria, almeno generica, dei reati; la mera reiterazione di condotte analoghe nel tempo non basta.

  • art. 616 c.p.p.

    la declaratoria di inammissibilità comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La continuazione richiede un progetto criminoso unitario e originario, anche solo in forma generica, e non può essere desunta dalla sola somiglianza delle condotte o dalla loro ripetizione nel tempo.
  • La mera abitualità delittuosa o la propensione a delinquere non equivalgono al medesimo disegno criminoso previsto per la continuazione.
  • Ai fini del riconoscimento della continuazione, assumono rilievo negativo la distanza temporale tra i fatti e le diverse modalità esecutive dei reati, specie quando rendano non plausibile la preordinazione dei successivi episodi.
  • Il giudice può escludere la continuazione valorizzando elementi logici e convergenti che facciano emergere una serie di singole occasioni criminose, anziché un programma unitario.
  • Il precedente riconoscimento della continuazione per alcuni reati non vincola automaticamente il giudice in relazione ad altri fatti ulteriori, se questi presentano un diverso contesto temporale, spaziale o esecutivo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reato
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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