Cassazione Penale, Sentenza n. 5300/2024 del 06/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva respinto la sua richiesta di detenzione domiciliare ex art. 16-nonies (l. 82/1991). Navarria, collaboratore di giustizia ammesso a programma di protezione e con comportamento inframurario regolare e permessi premio fruiti, sosteneva che sussistevano le condizioni normative per ottenere il beneficio. Il Tribunale di sorveglianza aveva invece ritenuto che, nonostante la collaborazione recente e la condotta intramuraria positiva, non vi fossero elementi sufficienti per formare una prognosi certa di pieno ravvedimento: era necessario rilevare comportamenti concreti e una revisione critica e approfondita rispetto ai gravi fatti commessi (omicidio, estorsioni) per desumere il ravvedimento.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che le censure chiedessero una rivalutazione dei fatti e delle prove di merito non consentita in questa sede e che la motivazione del Tribunale di sorveglianza fosse logica e adeguata: la semplice collaborazione, soprattutto se recente, non genera una presunzione di ravvedimento pieno; occorrono ulteriori e specifici elementi prognostici (di qualsiasi natura) a dimostrare il ravvedimento anche in termini di ragionevole probabilità. La Corte ha richiamato l'orientamento consolidato (Sez. 1, n. 43256/2018, Sarno) e ha confermato il rigetto della detenzione domiciliare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 16-nonies, dl. 15 gennaio 1991, n. 8, conv. nella l. 15 marzo 1991, n. 82
La norma richiede, per la concessione di benefici penitenziari ai collaboratori, la presenza del "ravvedimento"; la Corte ha interpretato che tale requisito non è automaticamente soddisfatto dalla sola collaborazione e dall'assenza di collegamenti persistenti con la criminalità organizzata, ma richiede elementi specifici e positivi che consentano di ritenere, anche solo con ragionevole probabilità, l'effettivo ravvedimento.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Norme che regolano i motivi di ricorso per cassazione: lett. b) per violazione di legge; lett. e) per vizio di motivazione. La Corte ha ritenuto le censure formalmente ammissibili ma inconsistente la richiesta di riesame di fatto.
art. 616 cod. proc. pen.
Disposizione che consente la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 43256 del 22/05/2018 (Sarno, Rv. 274517)
Precedente richiamato per il principio che la collaborazione non determina di per sé la prova del ravvedimento ai fini dei benefici penitenziari; occorrono elementi ulteriori e specifici a confermare il ravvedimento.
Massime di principio
- La collaborazione con la giustizia, pur rilevante, non costituisce di per sé prova automatica di "ravvedimento" ai fini dell'accesso a benefici penitenziari: servono ulteriori elementi concreti e specifici.
- Il giudizio sul ravvedimento è di natura prognostica e richiede valutazione di elementi di trattamento, di comportamento intramurario prolungato, di riflessione critica sulla propria condotta e, se possibile, di atti riparatori o comportamenti risarcitori.
- La recentezza della collaborazione può indebolire la possibilità di ritenere consolidato il ravvedimento; il tempo e la ripetuta manifestazione di comportamenti coerenti rafforzano la valutazione positiva.
- La Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione dei fatti e delle prove salvo vizi manifesti di illogicità o radicale contraddittorietà; le decisioni motivate e non manifestamente illogiche del Tribunale di sorveglianza sono difficili da impugnare in cassazione.
- Nel presentare domanda di benefici, è utile documentare elementi specifici oltre la collaborazione (es. relazioni di trattamento dettagliate, comportamenti riparatori, testimonianze, prosecuzione di condotte positive nel tempo) per sostenere la sussistenza del ravvedimento.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 6 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5147/2024 del 06/02/2024
- Sentenza penale · 6 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5148/2024 del 06/02/2024
- Sentenza penale · 6 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5150/2024 del 06/02/2024
- Sentenza penale · 6 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5151/2024 del 06/02/2024
- Sentenza penale · 6 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5152/2024 del 06/02/2024
- Sentenza penale · 6 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5154/2024 del 06/02/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →