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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25853/2023 del 15/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della decisione di consegna (esecuzione di pena) richiesta con mandato d'arresto europeo per il reato di violenza ai danni di familiari. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 18-bis, comma 2, L. n. 69/2005, sostenendo di essere legittimamente e effettivamente radicato in Italia da oltre cinque anni (permesso di soggiorno permanente, patente dal 2019, buste paga 2022, attestazioni ISEE dal 2019, reddito di cittadinanza), e che il reato del 2018 dimostrerebbe l'interruzione dei rapporti familiari all'estero a favore dei legami in Italia.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo prospettato non fosse sindacabile in questa sede (ricorso per cassazione ammesso solo per vizio di legge) e manifestamente infondato. Ha confermato la valutazione della Corte di appello che aveva escluso l'effettivo radicamento in Italia, rilevando indici contrari quali la qualità di ospite presso il fratello, l'assenza di stabile occupazione e la presenza della moglie e dei figli all'estero. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 18-bis, comma 2, L. n. 69/2005

    "legittimamente ed effettivamente residente o dimorante nel territorio italiano da almeno cinque anni"

    La norma consente il rifiuto facoltativo della consegna esecutiva per cittadini UE che risultino legittimamente ed effettivamente residenti o dimoranti in Italia da almeno cinque anni, purché la pena o misura possa essere eseguita in Italia; richiede una valutazione complessiva degli elementi che provano un radicamento reale, stabile e continuativo nel territorio italiano.

  • art. 22, L. n. 69/2005

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione avverso decisioni relative a mandati d'arresto europeo: il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge; le questioni di merito e la valutazione discrezionale dei fatti sono tipicamente non sindacabili.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama la forma sintetica con cui devono essere esposte le censure nel ricorso per cassazione (sintesi dei motivi).

  • Giurisprudenza CJEU (C-66/08, C-123/08 e altre)

    La Corte di Giustizia europea ha indicato gli indici utili per valutare il radicamento (legalità della presenza, continuità e stabilità del soggiorno, distanza temporale rispetto al reato, sede principale degli interessi lavorativi/familiari/affettivi, pagamento di oneri contributivi/fiscali) e ha chiesto una valutazione complessiva senza attribuire importanza decisiva a un singolo elemento.

  • art. 52 d.lgs. 196/2003

    Prevede l'omissione delle generalità in caso di diffusione del provvedimento per tutela della privacy.

Massime di principio

  • La richiesta di rifiuto della consegna ai sensi dell'art. 18-bis richiede la prova di un radicamento effettivo e stabile: non bastano elementi formali isolati, ma una valutazione complessiva e concordante di più indici (permesso, residenza continuativa, lavoro stabile, legami familiari/economici, contributi fiscali).
  • La norma lascia alla corte nazionale una valutazione discrezionale sull'opportunità di far scontare la pena in Italia; tale valutazione di merito difficilmente è riformabile in Cassazione se non per vizio di diritto.
  • Documentazione aggiornata e coerente (contratti di lavoro, buste paga, dichiarazioni fiscali, certificazioni di residenza continuativa, prove di integrazione sociale) aumenta le probabilità di dimostrare il radicamento; la semplice dimora presso familiari o l'assenza di un lavoro stabile sono elementi che possono indebolire la richiesta.
  • La natura e la temporalità del reato possono influire: reati commessi in epoche lontane dal periodo di soggiorno stabile possono favorire la valutazione di radicamento; reati commessi in contesto familiare possono al contrario essere interpretati come fattore di distacco dai legami familiari all'estero.
  • In sede di impugnazione in Cassazione occorre focalizzarsi su profili di diritto (violazione di norme, difetto di motivazione formale) perché i ricorsi basati su diversa valutazione di merito sui fatti sono spesso dichiarati inammissibili.

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