Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 29821/2026 del 05/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Nel procedimento esecutivo il condannato aveva domandato il riconoscimento del vincolo della continuazione tra reati già definiti da più sentenze irrevocabili. La Corte di appello di Bari, quale giudice dell'esecuzione, aveva accolto solo parzialmente l'istanza, riconoscendo la continuazione per alcuni reati e rigettandola per altri, tra cui un episodio di resistenza a pubblico ufficiale e un reato associativo con violazione della disciplina sugli stupefacenti. Con il ricorso per cassazione l'interessato deduceva un unico motivo di violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo in sostanza l'erroneità del diniego della continuazione; la Corte di cassazione ha tuttavia ritenuto che la motivazione dell'ordinanza fosse congrua, perché aveva valorizzato la mancanza, nel giudizio di merito, di una ragione unitaria della fuga, la distanza temporale rispetto all'attività di spaccio accertata nell'altra sentenza e il fatto che la fuga fosse stata determinata da un controllo stradale occasionale, elementi incompatibili con la prova di un medesimo disegno criminoso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto esauriente e immune da vizi la motivazione del giudice dell'esecuzione sul mancato riconoscimento della continuazione tra i reati non unificati, osservando che il ricorrente non aveva superato la verifica di legittimità fondata sui concreti indicatori del medesimo disegno criminoso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, valorizzando i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    È la base del potere del giudice dell'esecuzione di riconoscere il vincolo della continuazione tra reati giudicati con sentenze definitive; la Corte ne esamina l'applicazione in sede esecutiva.

  • art. 606 c.p.p.

    È richiamato implicitamente dal motivo di ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione, ma la Corte ritiene la censura infondata perché la motivazione del provvedimento impugnato è adeguata.

  • art. 616 c.p.p.

    Viene applicato per la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074

    Le Sezioni Unite sono richiamate come orientamento consolidato: per riconoscere la continuazione, anche in esecuzione, occorre una verifica approfondita di concreti indicatori del medesimo disegno criminoso; non basta la presenza di uno solo di essi se i reati successivi sono frutto di determinazione estemporanea.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva richiede una verifica rigorosa e complessiva di indici sintomatici del medesimo disegno criminoso, tra cui omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, singole causali, modalità della condotta, sistematicità del comportamento e programmazione almeno essenziale dei reati successivi.
  • La presenza di uno o più indicatori della continuazione non è sufficiente quando gli ulteriori reati risultino comunque espressione di una determinazione estemporanea e non di un progetto criminoso unitario.
  • In sede di legittimità, il diniego della continuazione è insindacabile quando il giudice di merito abbia fornito una motivazione coerente, specifica e priva di manifeste illogicità, fondata su elementi concreti come la distanza temporale tra i fatti e la mancanza di una causale unitaria.
  • La fuga o la condotta successiva rispetto a un diverso reato non consente, da sola, di inferire il medesimo disegno criminoso se risulta collegata a un controllo occasionale e non a una preordinazione programmatica.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.