Cassazione Civile, Sentenza n. 9543/2021 del 12/04/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa alla determinazione e liquidazione dell'indennità di espropriazione e occupazione per terreni interessati dai lavori della S.S. n.106 Jonica. La Corte d'Appello di Potenza aveva rigettato la domanda dei proprietari ritenendo il decreto di esproprio "inutiliter datum": il decreto sarebbe stato emesso dopo la cessazione dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità in conseguenza dell'illegittimità dell'ultima proroga disposta da ANAS. ANAS ha impugnato la decisione denunciando, tra l'altro, illegittima disapplicazione dell'atto amministrativo da parte del giudice civile e sostenendo la legittimità delle proroghe e del decreto di esproprio (anche alla luce di precedenti decisioni del TAR e del Consiglio di Stato).
La decisione
La Corte Suprema ha accolto i due motivi di ricorso proposti da ANAS. Ha ritenuto che la Corte d'Appello non potesse disapplicare il decreto di esproprio che costituiva il titolo e il fondamento dell'azione promovente, posto che l'atto amministrativo impugnato era stato posto in essere dall'ente pubblico che è parte della causa. Il Collegio ha richiamato la giurisprudenza di legittimità secondo cui la disapplicazione dell'atto amministrativo illegittimo è esercizio proprio della giurisdizione ordinaria e trova limiti quando l'atto sia elemento fondante del diritto azionato dall'amministrazione parte in giudizio; inoltre ha richiamato orientamenti secondo cui proroghe tempestive della dichiarazione di pubblica utilità mantengono efficace la dichiarazione e rendono valido il decreto di esproprio emesso nei termini di tali proroghe. Per questi motivi la Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte d'Appello di Potenza in diversa composizione.
Norme richiamate
d.p.r. n. 327 del 2001, art. 13
Stabilisce il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e le condizioni per la proroga (anche d'ufficio fino a due anni salvo casi di forza maggiore o altre giustificate ragioni). La Corte interpreta la norma nel senso che proroghe tempestive disposte dall'autorità espropriante prima della scadenza rendono efficace la dichiarazione e legittimo il successivo decreto di esproprio, mentre l'eventuale illegittimità della proroga configura un cattivo esercizio del potere amministrativo la cui annullabilità compete al giudice amministrativo
Giurisprudenza della Corte di Cassazione e Sezioni Unite (richiami: S.U. 2244/2015, S.U. 23536/2019, pronuncia n. 19469/2019)
Principi affermati: 1) il potere di disapplicazione di un atto amministrativo rientra nell'esercizio della giurisdizione ordinaria, con limiti quando l'atto sia mero antecedente logico del diritto azionato; 2) non è consentito al giudice civile disapplicare l'atto amministrativo quando l'amministrazione che ha emanato l'atto è parte e su di esso si fonda la pretesa; 3) le proroghe tempestive preservano l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e la validità del decreto di esproprio se emesso entro la scadenza dell'ultima proroga
Massime di principio
- Quando l'atto amministrativo (es. decreto di esproprio) costituisce il fondamento del diritto fatto valere dall'amministrazione parte in giudizio, il giudice civile non può disapplicarlo dichiarandolo inesistente: la verifica della legittimità degli atti amministrativi spetta al giudice amministrativo
- Proroghe della dichiarazione di pubblica utilità tempestivamente disposte prima della scadenza mantengono l'efficacia della dichiarazione; un decreto di esproprio emesso entro il termine dell'ultima proroga è in linea di principio valido
- La contestazione dell'illegittimità di una proroga amministrativa configura tipicamente una controversia amministrativa (interesse legittimo) che richiede il rimedio davanti al competente giudice amministrativo; l'eventuale accertamento di cattivo esercizio del potere non determina automaticamente l'inefficacia dell'atto ai fini dell'azione promossa dall'amministrazione
- Se si è nella condizione di proprietario che subisce un atto espropriativo, per ottenere l'accertamento di annullamento o inefficacia della proroga/clausole amministrative conviene esperire il giudizio amministrativo; nel giudizio civile per indennità è invece necessario valutare se il decreto di esproprio sia formalmente e temporalmente rientrante nelle proroghe
- In situazioni analoghe, verificare sempre la sequenza temporale: date di delibera iniziale, termini indicati per ultimazione lavori ed emissione del decreto, provvedimenti di proroga e le loro date di adozione rispetto alle scadenze; contenziosi paralleli davanti al TAR o al Consiglio di Stato possono incidere sull'operatività dell'atto
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