Cassazione Civile, Sentenza n. 24547/2023 del 11/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
impugnazione in Cassazione della sentenza della Commissione tributaria regionale della Sicilia che aveva accolto l'appello principale del Comune e rigettato l'appello incidentale, riguardante un avviso di accertamento ICI per l'anno 2005 relativo ad aree ritenute edificabili. La ricorrente ha articolato dodici motivi di cassazione: contestazione della retroattività dell'interpretazione autentica delle norme su edificabilità (con richiamo allo Statuto del contribuente), contestazione dell'utilizzo della delibera comunale e della relazione di stima come presunzioni (art. 2729 c.c.), censure su decadenza dei termini di accertamento, vizi di motivazione dell'atto impositivo e presunte omissioni documentali (allegato C), omissione della comunicazione ai sensi dell'art. 31 l. 289/2002, errori nell'indicazione di condotte (omessa denuncia/omesso versamento) e nell'estensione delle particelle tassate, e contestazione degli elementi tecnici della relazione di stima (datazione, coefficienti, accorpamento di zone, destinazioni).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondati i vari motivi: ha confermato la validità dell'interpretazione autentica che consente di desumere l'edificabilità dall'attribuzione del Piano Regolatore Comunale anche in assenza di approvazione regionale o strumenti attuativi; ha qualificato le delibere comunali ex art. 59 d.lgs. 446/1997 come presunzioni probatorie utilizzabili anche per annualità anteriori, suscettibili di confutazione solo con elementi specifici; ha escluso che l'omessa comunicazione ex art. 31 l. 289/2002 invalidi di per sé l'accertamento se non è dimostrato pregiudizio al diritto di difesa; ha ritenuto che le censure contestavano in realtà valutazioni di merito (relazione di stima e apprezzamenti probatori) non sindacabili in Cassazione e che non risultava omesso l'esame di fatti decisivi. Le spese del giudizio non sono regolate per mancata difesa della parte intimata; è evidenziata la possibilità di un ulteriore contributo unificato a carico della ricorrente ai sensi del d.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater.
Norme richiamate
legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente)
art. 1, comma 2; art. 3, comma 1; art. 6, comma 2; art. 7, comma 1; art. 10, commi 1 e 2
Lo Statuto è legge ordinaria e costituisce criterio guida nell'interpretazione tributaria, ma non può costituire parametro di illegittimità costituzionale né impedire l'applicazione di un'interpretazione autentica; non ostacola la retroattività dell'interpretazione autentica quando questa rientra nell'area semantica della norma interpretata.
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, conv. con modificazioni in l. 4 agosto 2006, n. 248
disposizione di interpretazione autentica che conferma che l'edificabilità ai fini ICI si desume dalla qualificazione attribuita dal piano regolatore generale comunale, indipendentemente dall'approvazione regionale o da strumenti attuativi.
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni
art. 11 quaterdecies, comma sedicesimo
parte del quadro normativo che, con l'art. 36 del d.l. 223/2006, ha contribuito all'interpretazione autentica circa la fonte comunale della qualificazione di edificabilità.
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504
art. 2, primo comma, lettera b); art. 11
l'art. 2 definisce il presupposto impositivo e, per le aree edificabili, l'edificabilità va desunta dalla qualificazione urbanistica comunale; l'art. 11 disciplina termini di decadenza degli accertamenti, da valutare in relazione alle modifiche normative intervenute.
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
le delibere comunali che predeterminano valori venali per zone omogenee hanno natura probatoria e costituiscono presunzioni omissive (presunzioni hominis) utilizzabili anche per annualità anteriori; possono essere superate da informazioni specifiche contrarie.
codice civile
regola l'uso delle presunzioni; la valutazione delle presunzioni richiede i caratteri di gravità, precisione e concordanza e la loro mancata sussistenza può integrare motivo di censura in sede di merito e, in casi ristretti, di legittimità.
legge 27 dicembre 2006, n. 296
art. 1, commi 161, 162, 171
ha introdotto un nuovo termine di decadenza (quinquennale) applicabile ai rapporti di imposta pendenti; la Corte ha richiamato che, nella fattispecie, i termini previgenti risultavano ancora pendenti.
legge 27 dicembre 2002, n. 289
prevede l'obbligo di comunicazione al proprietario dell'attribuzione della natura edificabile; l'omessa comunicazione non è sanzionata come causa automatica di invalidità dell'accertamento se non emerge un pregiudizio concreto per il diritto di difesa.
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
prevede l'eventuale applicazione di un ulteriore contributo unificato in favore della parte soccombente o in presenza di particolari condizioni procedurali; nella sentenza è richiamata l'eventualità di un ulteriore importo a carico della ricorrente.
codice di procedura civile
art. 360, primo comma, nn. 3, 4 e 5; art. 112; art. 299 e ss.
art. 360 individua i motivi di cassazione (violazione di legge, omessa pronuncia, omesso esame di fatto decisivo); art. 112 impone al giudice di decidere su tutte le questioni sollevate; l'interruzione del processo per decesso (art. 299 e ss.) non si applica in sede di legittimità, dominata dall'impulso d'ufficio.
Massime di principio
- Per l'ICI su aree edificabili, la qualificazione di edificabilità attribuita dal Piano Regolatore Comunale è determinante ai fini tributari anche in assenza di approvazione regionale o strumenti urbanistici attuativi, se esiste un'interpretazione autentica che lo confermi.
- Le disposizioni di interpretazione autentica possono produrre effetti anche su periodi pregressi se rientrano nel significato originario della norma interpretata; lo Statuto del contribuente non costituisce barriera assoluta alla loro efficacia retroattiva.
- Le delibere comunali sui valori venali (ex art. 59 d.lgs. 446/1997) costituiscono presunzioni probatorie utilizzabili anche per anni antecedenti alla loro adozione ma possono essere confutate con elementi specifici e pertinenti riferibili al periodo d'imposta.
- L'omessa comunicazione prevista dall'art. 31 l. 289/2002 non invalida automaticamente l'accertamento: il contribuente deve dimostrare il concreto pregiudizio al diritto di difesa per ottenere l'annullamento.
- In Cassazione non è consentito un libero riesame delle valutazioni tecniche e delle stime di merito: i motivi devono evidenziare vizi giuridici, omissioni manifeste o mancato esame di fatti decisivi attestati dagli atti processuali.
- Per censurare la motivazione di un atto impositivo in sede di legittimità è necessario riportare le parti della motivazione ritenute erronee o omesse; censure generiche sulla concludenza della prova non sono sufficienti.
- Le presunzioni utilizzate dall'amministrazione devono rispettare i requisiti di gravità, precisione e concordanza; in mancanza di questi requisiti la parte può proporre prova contraria mirata.
- Prima di sollevare questioni di decadenza occorre verificare quali termini fossero pendenti al momento rilevante e come le modifiche legislative successivamente introdotte si applicano ai rapporti pendenti.
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