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Sentenza

Sentenza n. 1409/2026 - Firenze, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501096

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pisa, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per cinque anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente beneficiario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per l’ottemperanza della sentenza n. 518/2024 del Tribunale di Pisa, Sezione Lavoro, che aveva dichiarato il suo diritto al beneficio della carta docente previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015 per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero all’attribuzione di una carta elettronica del valore nominale di 500 euro per ciascun anno. La sentenza era stata ritualmente notificata ai fini dell’esecuzione forzata, ma il Ministero non aveva provveduto entro il termine dilatorio di 120 giorni. Il ricorrente ha quindi chiesto l’adozione delle misure necessarie per l’esecuzione del giudicato e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti tutti i presupposti dell’ottemperanza: esistenza di un giudicato favorevole, rituale notificazione della sentenza ai fini dell’esecuzione forzata, decorso del termine dilatorio di 120 giorni e mancata esecuzione da parte dell’amministrazione. Ha ordinato al Ministero di dare completa ed esatta esecuzione alla sentenza entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della pronuncia. Ha inoltre nominato fin d’ora, per il caso di persistente inerzia, il Direttore generale dell’Ufficio centrale di bilancio del Ministero quale commissario ad acta, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di avviare le procedure contabili necessarie all’adempimento. Il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all’amministrazione l’esecuzione del giudicato e di nominare un commissario ad acta in caso di persistente inerzia.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    carta elettronica dell’importo nominale di € 500,00 per ciascun anno scolastico

    La norma costituisce il fondamento sostanziale del beneficio della carta docente riconosciuto al ricorrente dalla sentenza oggetto di ottemperanza.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è accoglibile quando il giudicato favorevole sia stato ritualmente notificato ai fini dell’esecuzione forzata, sia decorso il termine dilatorio previsto per l’adempimento e l’amministrazione non abbia dato esecuzione alla statuizione giudiziale.
  • In presenza di mancata esecuzione del giudicato, il giudice dell’ottemperanza può fissare un termine ulteriore per l’adempimento e nominare contestualmente un commissario ad acta destinato a operare in caso di persistente inerzia dell’amministrazione.
  • Il commissario ad acta può essere individuato in un organo dell’amministrazione dotato delle competenze necessarie all’adozione degli atti contabili o amministrativi richiesti per l’esecuzione del giudicato, anche con facoltà di delega.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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