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Sentenza

Sentenza n. 1515/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600820

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di accesso agli atti dell'11 febbraio 2026, relativa all'assegnazione e alla gestione di licenze di sandolo con stazio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di accesso presentata al Comune, chiedendo l'ostensione di tutti i provvedimenti, le determinazioni, le deliberazioni, gli atti istruttori e presupposti relativi all'assegnazione di due licenze di sandolo con stazio in zona Ca' di Dio negli anni 2003/2004, all'assegnazione di una licenza già utilizzata da un terzo per l'esercizio nell'isola di Burano, nonché di eventuali avvisi pubblici, bandi, graduatorie, procedure comparative e atti inerenti al rilascio, rinnovo o rientro nella disponibilità comunale delle licenze. Il Comune ha chiesto il rigetto sostenendo il difetto di interesse all'accesso e l'eccessiva ampiezza e genericità dell'istanza. Nel corso del giudizio il Comune ha depositato documentazione, inducendo il ricorrente a dichiarare che tale produzione aveva sostanzialmente soddisfatto, in via postuma, il proprio interesse, pur insistendo per la refusione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il ricorrente aveva dato atto della soddisfazione postuma del proprio interesse alla decisione. Il Collegio ha precisato che la documentazione depositata dal Comune non coincideva integralmente con l'oggetto dell'istanza, che era più ampia; tuttavia, la dichiarazione del ricorrente rendeva evidente il venir meno dell'interesse alla pronuncia sull'accesso. Le spese sono state compensate per metà, in ragione dell'ampiezza e genericità dell'istanza, e per la restante metà, liquidata in 500 euro, sono state poste a carico del Comune, con refusione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento quale norma processuale applicabile.

Massime di principio

  • Nel giudizio in materia di accesso, la sopravvenuta soddisfazione dell'interesse ostensivo, anche per effetto della produzione documentale dell'amministrazione nel corso del processo, determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse quando il ricorrente riconosca il venir meno dell'interesse alla decisione.
  • La dichiarazione del ricorrente di avere ormai conseguito la disponibilità sostanziale della documentazione richiesta può giustificare la declaratoria di improcedibilità, anche se la documentazione prodotta dall'amministrazione non coincide integralmente con l'originario perimetro dell'istanza, purché sia venuto meno l'interesse concreto alla pronuncia giudiziale.
  • L'ampiezza e la genericità dell'istanza di accesso possono incidere sulla regolazione delle spese di lite, giustificando una compensazione parziale anche quando l'amministrazione abbia contribuito alla sopravvenuta soddisfazione dell'interesse del richiedente.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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