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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19125/2025 del 11/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (fisco)

La controversia

Il contribuente impugnava una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo ex art. 36-ter d.P.R. n. 600/1973 per l'anno d'imposta 2012, con recupero di imposta relativo, tra l'altro, alle detrazioni fruite per interventi di risparmio energetico su un immobile ad uso abitativo. Sosteneva di avere eseguito, quale comodatario di una quota dell'immobile, lavori di ristrutturazione e di avere diritto alla detrazione del 55% prevista dalla legge finanziaria. In cassazione articolava dodici motivi: omessa pronuncia e difetto di motivazione sulla contestazione relativa alla rettifica; violazione della disciplina dell'agevolazione energetica e dell'art. 1803 c.c. per avere la CTR negato l'idoneità del comodato quale titolo; motivazione apparente; omesso esame del fatto decisivo relativo all'oggetto del comodato; ulteriori censure sulla disponibilità dell'immobile, sull'incidenza delle vicende negoziali del bene, sulla donazione della nuda proprietà e sulla permanenza dell'usufrutto; e, infine, censure sul presupposto oggettivo della detrazione, sulle fatture, sui bonifici, sull'asseverazione e sulla ripartizione dell'onere della prova.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto inammissibile, per difetto di specificità, il primo motivo e comunque infondato perché la CTR aveva in realtà esaminato la censura sulla motivazione della rettifica. Ha dichiarato infondati, e in parte inammissibili perché diretti a una rivalutazione del merito, i motivi centrali: ha affermato che il comodato è in astratto titolo idoneo a fondare la detrazione per interventi di risparmio energetico, ma che l'Ufficio può superare tale presunzione fornendo prova contraria di una situazione concreta incompatibile con un comodato effettivo; nel caso concreto la CTR aveva correttamente valorizzato elementi indiziari concordanti (residenza altrove del contribuente, occupazione dell'immobile da parte di altri soggetti, vicende della nuda proprietà e dell'usufrutto) per escludere la reale disponibilità del bene in capo al ricorrente. Ha poi dichiarato inammissibili i motivi sull'asserito vizio motivazionale e sull'omesso esame di fatti decisivi, perché la sentenza impugnata conteneva una motivazione sufficiente e la doglianza mirava in sostanza a una nuova valutazione delle prove. I motivi dall'ottavo all'undicesimo sono stati reputati inammissibili per difetto di interesse, essendo ormai intangibile la ratio decidendi autonoma già ritenuta sufficiente dalla CTR in tema di requisiti soggettivi. Anche il dodicesimo motivo, sull'onere della prova e sulle presunzioni, è stato dichiarato inammissibile perché pretendeva una revisione del giudizio di fatto. Il ricorrente è stato condannato alle spese ed è stato dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 36-ter d.P.R. n. 600/1973

    il controllo formale della dichiarazione costituisce il presupposto della rettifica e del successivo recupero a tassazione

  • art. 7 L. n. 212/2000

    la rettifica/atto impositivo deve essere motivato con indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche

  • art. 1, commi 344-347, L. n. 296/2006

    prevede la detrazione per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti

  • L. n. 244/2007

    ha prorogato la disciplina dell'agevolazione per il risparmio energetico

  • art. 2, comma 1, lett. a), D.M. n. 47/2007

    individua i soggetti che possono fruire della detrazione: persone fisiche ed altri soggetti che sostengono le spese su immobili posseduti o detenuti

  • art. 1803 c.c.

    il comodato è considerato titolo idoneo alla detenzione dell'immobile rilevante ai fini dell'agevolazione

  • art. 981 c.c.

    richiamato per le vicende reali dell'immobile, ma non dirimente ai fini della detrazione una volta accertata la situazione concreta

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    la motivazione è nulla solo se manca del tutto o è meramente apparente; non basta la critica alla sua sufficienza

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiede una motivazione intellegibile, soddisfatta nel caso concreto

  • art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.

    delimitano i vizi deducibili in cassazione; non consentono la rivalutazione del merito o delle prove

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    l'onere di specificità/autosufficienza impone l'indicazione e l'adeguata localizzazione degli atti richiamati

  • art. 369, comma 2, n. 4, c.p.c.

    il documento richiamato deve essere corredato da un riferimento idoneo a identificarne la fase di produzione nel merito

  • art. 2697 c.c.

    la violazione sussiste solo se l'onere della prova è stato addossato alla parte sbagliata, non quando si contesti la valutazione delle prove

  • art. 2727 c.c.

    richiamato in tema di ragionamento inferenziale e presunzioni

  • art. 2728 c.c.

    richiamato nel quadro della prova presuntiva e della prova contraria

  • art. 2729 c.c.

    le presunzioni semplici devono essere gravi, precise e concordanti e vanno valutate globalmente, non atomisticamente

  • art. 21 d.P.R. n. 633/1972

    richiamato dal ricorrente in relazione alla documentazione fiscale, senza accoglimento

  • art. 4, comma 1, lett. a), lett. c), lett. d) e comma 1-quater, D.M. n. 47/2007

    richiamato dal ricorrente sulla documentazione e attestazione degli interventi, ma le censure sono state dichiarate inammissibili o assorbite

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    disciplina della trattazione in camera di consiglio e della memoria illustrativa

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    fondamento del raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto

Massime di principio

  • In materia di detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica, il comodato può costituire titolo idoneo a integrare il requisito della detenzione dell'immobile, senza che il contribuente debba provare anche un concreto e attuale potere materiale sul bene, salvo prova contraria dell'Ufficio.
  • L'Amministrazione finanziaria può superare la valenza del contratto di comodato dimostrando, anche per presunzioni gravi, precise e concordanti, che la situazione concreta è incompatibile con un comodato effettivo e che il contribuente non aveva la reale disponibilità dell'immobile.
  • La prova presuntiva deve essere valutata unitariamente: il giudice di merito non deve isolare i singoli indizi, ma verificarne la convergenza complessiva verso il fatto da provare.
  • La violazione dell'art. 2697 c.c. è configurabile solo quando il giudice attribuisce l'onere della prova alla parte sbagliata; non quando si contesta che il giudice abbia ritenuto raggiunta o meno la prova sulla base delle risultanze istruttorie.
  • Il vizio di motivazione denunciabile in cassazione è limitato al minimo costituzionale: ricorre solo in caso di mancanza assoluta, motivazione apparente, contrasto irriducibile o motivazione incomprensibile, non anche per mera insufficienza o non condivisibilità della motivazione.
  • Quando una sentenza si fonda su più rationes decidendi autonome, tutte idonee a sorreggerla, il ricorso deve investire con successo ciascuna di esse; l'infondatezza o l'omessa censura di una sola ratio rende inammissibili o infondati i motivi diretti alle altre.
  • In cassazione non è consentita la rivalutazione del materiale probatorio o la sostituzione del giudizio di fatto compiuto dal giudice di merito con una diversa lettura delle prove.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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