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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32260/2023 del 25/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello de L'Aquila che, in parziale riforma del Tribunale di Pescara, aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati indicati nei capi n. 3, 7, 9 e 12 e aveva rideterminato le pene: per Alin Daniel Hostiuc a 3 anni e 8 mesi di reclusione e €330 di multa; per Napoleon Ionel a 3 anni e 5 mesi e €290 di multa. Napoleon ha dedotto: (1) incompetenza territoriale, sostenendo che i furti sarebbero stati commessi in aree di competenza del Tribunale di Bologna (richiamo agli artt. 8 e 9 c.p.p.); (2) indeterminatezza del capo d'imputazione (art. 429 c.p.p.); (3) insufficienza della prova e vizio di motivazione, contestando la valutazione basata su una utenza telefonica, sul riconoscimento della voce e sulle intercettazioni definite dalla Corte come "autoevidenti". Hostiuc ha dedotto: (1) violazione del principio di oltre ogni ragionevole dubbio, perché la responsabilità sarebbe stata ravvisata solo su due intercettazioni indirette e dati di collocazione topografica ambigui; (2) omissione di replica della Corte sull'applicabilità delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.). Il Sostituto Procuratore generale ha trasmesso conclusioni scritte chiedendo, per Hostiuc, l'annullamento senza rinvio relativamente ai capi 3, 7, 9, 12 e, per Napoleon, l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi per manifesta infondatezza e per genericità/superficialità delle doglianze. Nel dettaglio: per Napoleon i motivi sono stati ritenuti inammissibili perché non specifici e incapaci di scardinare la motivazione dei giudici di merito (la Corte territoriale ha correttamente applicato il criterio attributivo di competenza ex art. 16, comma 1 c.p.p.; l'imputazione è stata ritenuta sufficientemente determinata; le critiche probatorie configurano una rivalutazione delle prove, non ammissibile in Cassazione). Per Hostiuc i motivi sono stati ritenuti genericamente formulati e non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata; in particolare la doglianza sulla mancata concessione delle attenuanti generiche non era adeguatamente specificata e, inoltre, la Corte ha ricordato che l'eventuale concessione di una riduzione ex art. 62-bis richiede motivazione positiva. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.). La richiesta del P.G. di annullamento senza rinvio per alcune posizioni non ha trovato accoglimento: l'esito processuale definitivo è l'inammissibilità dei ricorsi.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alla formulazione dei motivi di cassazione; i ricorrenti devono osservare i limiti di specificità richiesti per il giudizio di legittimità

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Norma sul criterio di determinazione della competenza per territorio; evocata dalla difesa ma la Corte ha ritenuto prevalente l'attribuzione effettuata con art. 16

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Ulteriore norma sulla competenza territoriale richiamata dal ricorrente per sostenere che il procedimento doveva essere radicato altrove

  • art. 16, comma 1, cod. proc. pen.

    Criterio attribuivo della competenza in presenza di più reati commessi in tempi diversi: la competenza si determina in base al momento del primo reato; applicato dalla Corte d'appello e ritenuto corretto dalla Cassazione

  • art. 429, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Regole formali sull'indeterminatezza dell'imputazione; la Corte ha ritenuto che i capi di imputazione descrivessero con esattezza modalità, oggetto e contesto spazio-temporale

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina della riduzione della pena per speciale tenuità o per particolari connotazioni del fatto/soggetto: la Corte ricorda che l'eventuale esclusione o concessione richiede motivazione positiva e non può essere data per scontata

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione: condanna alle spese e comminazione di somma alla Cassa delle ammende

  • art. 23, comma 8, dl. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma che ha previsto la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; richiamata nel procedimento per le conclusioni del P.G.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 5, n. 44201 del 29/09/2022, Testa)

    Richiama il principio secondo cui motivi generici, proposti in concorso con altri motivi specifici, sono inammissibili in Cassazione

Massime di principio

  • Motivi generici o non specificamente argomentati sono probabilmente inammissibili in Cassazione: ogni censura deve confrontarsi puntualmente con la motivazione impugnata
  • Le questioni di merito sulla valutazione delle prove (riconoscimento della voce, peso delle intercettazioni, valutazione della cronologia) non sono rivalutabili in Cassazione se non viene indicato un specifico vizio di diritto o formale nella motivazione
  • Le contestazioni di incompetenza territoriale devono indicare fatti e circostanze specifiche idonee a mettere in discussione il criterio attributivo adottato dai giudici di merito (es. art. 16 c.p.p. per più reati)
  • Per lamentare l'indeterminatezza dell'imputazione occorre dimostrare concretamente quale elemento essenziale manchi e come ciò abbia pregiudicato il diritto di difesa
  • La negazione o concessione delle attenuanti generiche (art. 62-bis) richiede motivazione positiva: l'assenza di motivazione specifica sulla non meritevolezza della mitigazione rende la doglianza insuscettibile di successo solo se non adeguatamente specificata
  • Se la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, il ricorrente può essere condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.)

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