Cassazione Penale, Sentenza n. 47576/2024 del 30/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che confermava la custodia in carcere contestando: (i) la ritenuta sussistenza dell'affectio societatis rispetto all'associazione per delinquere di cui all'art. 74 d.P.R. 309/1990, sostenendo che la sua posizione si basava su poche cessioni di stupefacenti (non specificate per natura e quantità), in un arco temporale limitato e con distanza territoriale rispetto al centro operativo del sodalizio; (ii) la sussistenza delle esigenze cautelari, deducendo che gli atti a carico dei fratelli La Cava sono circoscritti a due episodi risalenti al 2021 e non sono stati adeguatamente specificati né motivati come idonei a giustificare la misura custodiale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Collegio calabrese perché, applicando le coordinate ermeneutiche indicate, chiarisca e motivi specificamente i fatti e gli elementi che dimostrino la "novazione" del rapporto fornitore-acquirente in un vincolo associativo (cioè la consapevole adesione del ricorrente al programma criminoso e il suo contributo stabile alla societas sceleris). La Cassazione ha inoltre ritenuto che, con l'annullamento, siano assorbite le doglianze sulle esigenze cautelari.
Norme richiamate
art. 74 d.P.R. n. 309/1990
Norma che punisce l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte richiama il principio per cui anche il 'fornitore stabile' può essere qualificato come partecipe della associazione qualora sussistano elementi idonei a provare continuità, rilevanza economica e consapevolezza di contribuire stabilmente al programma criminoso
art. 73 d.P.R. n. 309/1990
Norma incriminatrice delle condotte di detenzione e cessione di stupefacenti; nel caso, due reati fine ai quali è stata collegata la contestazione associativa
Giurisprudenza di legittimità (ricostruzione dei criteri interpretativi)
La Corte richiama orientamenti secondo i quali la trasformazione del rapporto fornitore-acquirente in adesione associativa richiede più della mera reiterazione di cessioni: continuità, carattere sistematico della fornitura, rilevanza quantitativa ed economica, modalità di svolgimento e consapevolezza del ruolo all'interno di una struttura organizzata
Massime di principio
- La mera ripetizione di cessioni di droga non è sufficiente a qualificare un soggetto come partecipe di un'associazione: occorre dimostrare che il rapporto abbia superato la soglia del sinallagma contrattuale e sia divenuto contributo stabile al programma criminoso
- Per qualificare un 'fornitore' come membro della consorteria vanno valutati continuità della fornitura, rilevanza quantitativa ed economica, modalità delle transazioni, rapporti di debito/credito, e comportamenti che evidenzino la consapevolezza e la volontà di sostenere l'operatività del sodalizio
- Il giudice deve esplicitare nel motivare il nesso fra gli elementi di fatto (intercettazioni, conversazioni, dichiarazioni di collaboratori, riepiloghi di debito/credito) e la conclusione circa l'affectio societatis: non è sufficiente affermare genericamente fiducia o relazioni continuative
- Nel valutare le esigenze cautelari il giudice deve fondarle su concrete e attuali esigenze (pericolo di fuga, di inquinamento probatorio, reiterazione del reato) concretamente dimostrate; l'annullamento per carenza di motivazione sull'associazione può assorbire anche le doglianze cautelari
- In sede di rinvio il giudice di merito dovrà valutare se, anche alla luce delle valutazioni richieste, sussistano elementi tali da giustificare la misura cautelare o se siano richieste misure meno afflittive
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