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Sentenza

Sentenza n. 398/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento prot. n.42933/U del 2 settembre 2016 di diniego della domanda di sanatoria.

Giustizia amministrativa201600804

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego comunale della domanda di sanatoria edilizia relativa a un immobile ad uso artigianale situato in area sottoposta a vincolo storico-archeologico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego comunale di sanatoria, deducendo: omessa considerazione delle circostanze concrete e della collocazione dell’immobile in un’area caratterizzata dalla presenza di numerosi esercizi commerciali e artigianali; violazione del principio di imparzialità, ingiustizia manifesta e disparità di trattamento rispetto ad altri immobili, tra cui un supermercato; violazione degli artt. 31, 32 e 33 della l. 47/1985, sostenendo che il fabbricato fosse stato realizzato prima dell’imposizione del vincolo; travisamento dei fatti e violazione delle norme di azione, in ragione dell’asserita urbanizzazione dell’area. Il Comune non si è costituito; il Ministero si è costituito genericamente. Il parere negativo della Soprintendenza non è stato espressamente impugnato né sono stati dedotti autonomi vizi contro di esso.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rilevato che, ai sensi dell’art. 32 l. 47/1985, il rilascio della sanatoria per opere eseguite su aree sottoposte a vincolo è subordinato al parere favorevole dell’autorità preposta alla tutela del vincolo. Il parere della Soprintendenza ha natura co-decisoria e, se negativo, vincola il Comune, che non può rilasciare la sanatoria né disattendere le valutazioni dell’autorità tutoria. L’obbligo di acquisire il parere sussiste anche quando il vincolo sia stato imposto dopo la realizzazione dell’opera; in tale ipotesi l’autorità deve comunque svolgere una concreta valutazione di compatibilità del manufatto con il vincolo sopravvenuto, alla luce del quadro normativo vigente al momento del parere. Nel caso concreto, il parere non si è fondato sulla mera esistenza del vincolo, ma ha considerato specificamente i resti archeologici rinvenuti nell’area e l’esigenza di preservare ulteriori future ricerche storiche e topografiche. Le circostanze relative alla presenza di altri esercizi commerciali non potevano legittimare il Comune a discostarsi dal parere negativo della Soprintendenza. È stata inoltre esclusa la disparità di trattamento: essa richiede l’assoluta identità delle situazioni di fatto e una rigorosa prova da parte dell’interessato; comunque, un eventuale precedente provvedimento illegittimo favorevole non può essere invocato per ottenere analogo trattamento. È stata esclusa anche la necessità di una motivazione ulteriore sull’interesse pubblico o di una comparazione con gli interessi privati, non essendo tutelabile un affidamento alla conservazione di una situazione abusiva. Nulla sulle spese nei rapporti con il Comune; spese integralmente compensate nei rapporti con il Ministero.

Norme richiamate

  • art. 32 l. 47/1985

    il rilascio della concessione o dell'autorizzazione in sanatoria per opere eseguite su aree sottoposte a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso

    Il parere favorevole dell’autorità preposta alla tutela del vincolo è condizione indefettibile per il rilascio della sanatoria; il parere negativo ha valore preclusivo e co-decisorio per il Comune.

  • art. 33 l. 47/1985

    In combinato disposto con l’art. 32, impone, anche per i vincoli sopravvenuti rispetto alla realizzazione dell’opera, una valutazione concreta di compatibilità del manufatto con il vincolo.

  • art. 16 l. 241/1990

    pareri che debbano essere rilasciati dalle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica e territoriale

    La possibilità di procedere senza il parere non opera per i pareri delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica e territoriale.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Le osservazioni presentate a seguito del preavviso di diniego sono state esaminate dalla Soprintendenza, che ha confermato il proprio parere negativo.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Nella sanatoria edilizia relativa a opere realizzate su aree sottoposte a vincolo, il parere favorevole dell’autorità preposta alla tutela del vincolo costituisce condizione necessaria per il rilascio del titolo postumo; un parere negativo vincola il Comune e preclude il rilascio della sanatoria.
  • L’obbligo di acquisire il parere dell’autorità tutoria sussiste anche quando il vincolo sia stato imposto dopo la realizzazione dell’abuso. In tal caso l’autorità deve svolgere una valutazione concreta di compatibilità dell’opera con il vincolo, applicando il quadro normativo vigente al momento dell’esercizio della funzione consultiva.
  • Il parere negativo dell’autorità preposta alla tutela del vincolo non può essere superato dal Comune mediante la valorizzazione della presenza di altri immobili o attività autorizzate nella medesima area, quando il parere abbia esaminato concretamente le caratteristiche archeologiche e storico-territoriali del sito.
  • La disparità di trattamento è configurabile solo in presenza di situazioni di fatto assolutamente identiche e di una diversità di trattamento manifestamente irragionevole, da provare rigorosamente; in ogni caso, un precedente provvedimento illegittimo favorevole non fonda il diritto a ottenere lo stesso trattamento.
  • In materia di abuso edilizio, il diniego della sanatoria non richiede una motivazione ulteriore sull’interesse pubblico né una comparazione con l’interesse privato, poiché non è tutelabile l’affidamento alla conservazione di una situazione abusiva.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioVincolo culturaleMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di potereDifetto di istruttoriaLegittimo affidamento

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