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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8535/2023 del 27/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Tribunale di Lanciano ha sollevato conflitto negativo di competenza rispetto al Giudice di Pace di Lanciano nel procedimento a carico di Ciarelli Maria Marinella per il reato di lesioni (art. 582, comma 2 c.p.). Il Tribunale ha rilevato che la condotta di lesioni non è connessa, ai sensi dell'art. 6 del d.lgs. n. 274/2000, con il reato di minaccia grave di competenza del Tribunale, perché non si tratta di reati commessi con una sola azione o omissione (concorso formale), bensì di azioni autonome e temporaneamente distinte (duplice condotta). In precedenza il Giudice di Pace aveva emesso una sentenza di incompetenza (11/11/2020), e il Tribunale ha ritenuto dunque necessario risolvere il conflitto per la determinazione del giudice competente.

La decisione

La Corte ha deciso il conflitto affermando la competenza del Giudice di Pace di Lanciano e ha disposto la trasmissione degli atti a detto giudice. Il giudice della suprema decisione ha condiviso la lettura dell'art. 6 d.lgs. n. 274/2000 come limitativa: l'attrazione della competenza del giudice di pace verso reati attribuiti al Tribunale è possibile solo quando si tratti di concorso formale (azione unitaria); nel caso in esame, essendovi condotte autonome e non un'unica azione, l'eventuale connessione non è idonea a determinare l'attrazione della competenza. Decisione resa il 9 novembre 2022.

Norme richiamate

  • art. 6 d.lgs. n. 274/2000

    art. 6 d.lgs. n. 274 del 2000

    La norma è interpretata nella sentenza come limitativa dell'attrazione di competenza: essa consente l'attribuzione di reati di competenza del giudice di pace a un altro giudice solo nella ipotesi del concorso formale, ossia quando i reati siano commessi con una sola azione o omissione (azione unitaria). Connessioni derivate da azioni distinte non determinano l'attrazione della competenza.

  • art. 582, comma 2 cod. pen.

    Indica il reato di lesioni gravi per il quale è promosso il procedimento; nella decisione la norma è il titolo del contestato a cui si applica la valutazione di competenza, ma non è oggetto di specifica interpretazione sostanziale oltre alla qualificazione della fattispecie come reato di competenza del giudice di pace.

Massime di principio

  • Per determinare la competenza tra giudice di pace e Tribunale secondo il d.lgs. 274/2000, occorre valutare se le condotte contestate costituiscano un concorso formale (azione unitaria) o azioni autonome: solo il concorso formale permette l'attrazione di competenza.
  • La mera connessione fattuale o temporale tra più reati non è automaticamente sufficiente a trasferire la competenza; va accertata l'unitarietà dell'azione o l'identità dell'evento giuridico rilevante.
  • In caso di dissenso tra giudici sulla competenza (conflitto negativo), il giudice chiamato a decidere deve esaminare la natura unitaria o plurima delle azioni, la coincidenza temporale e la causalità per stabilire se sussiste concorso formale.
  • Quando vi siano più azioni consumate in tempi diversi (duplice condotta) è più probabile che la competenza resti del giudice ordinariamente competente per ciascun reato, salvo che non emergano elementi che dimostrino una effettiva unità dell'azione.
  • Proceduralmente, se il Giudice di Pace si dichiara incompetente e si prospetta connessione con reati di competenza del Tribunale, il Tribunale può sollevare conflitto per chiarire la ripartizione; la valutazione si basa sulla ricostruzione fattuale e sulla tipologia di concorso tra reati.

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