Sentenza del 22/07/2015 n. 15397 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato l'accertamento relativo a IRPEG e IRAP per l'anno d'imposta 2003, contestando il recupero a tassazione di spese di rappresentanza, costi di spedizione, spese alberghiere e di ristorazione e acconti di provvigioni. Ha sostenuto che tali costi fossero deducibili, anche se contabilizzati come sopravvenienze passive o documentati mediante ricevute, scontrini e pagamenti con carta di credito, e ha denunciato violazioni del principio di competenza, omessa pronuncia e carenza di motivazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha stabilito che le spese devono essere imputate all'esercizio di competenza e non possono essere contabilizzate come sopravvenienze passive solo perché la relativa documentazione è pervenuta successivamente. Gli acconti di provvigioni non potevano essere rivalutati in cassazione sulla base dell'affermazione, non provata e contestata, che le prestazioni fossero ultimate nel 2003. Le spese alberghiere e di ristorazione non erano sufficientemente documentate quanto a fruitori e finalità aziendale, mentre il pagamento con carta di credito non dimostra l'inerenza. Anche le spese di rappresentanza, relative a quote associative di familiari del socio amministratore, sono state ritenute non inerenti all'attività sociale. La società è stata inoltre condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 4.000 euro oltre eventuali spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 101, comma 4, già art. 66, comma 2, TUIR
Le sopravvenienze passive presuppongono un fatto nuovo e imprevedibile rispetto all'esercizio precedente, normalmente collegato alla trasformazione di una precedente posta attiva in una componente passiva. Non possono essere utilizzate per correggere errori di imputazione temporale o carenze contabili.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, già art. 75, TUIR
I componenti negativi di reddito devono essere imputati all'esercizio di competenza, salvo che l'esistenza della spesa o il suo ammontare non siano ancora certi o determinabili in modo obiettivo. La successiva disponibilità della fattura non consente automaticamente di dedurre il costo in un esercizio diverso.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, comma 2, lett. b), TUIR
Per le prestazioni di servizi, la competenza fiscale dipende dall'ultimazione della prestazione, secondo quanto accertato in concreto; la questione non può essere riesaminata in cassazione quando richiede un nuovo accertamento di fatto.
D.P.R. n. 696 del 1996, art. 3, comma 1
La documentazione fiscale della spesa deve consentire di verificarne natura, destinatari e collegamento con l'attività d'impresa; ricevute o scontrini privi di tali elementi non provano da soli l'inerenza.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39
La regolare tenuta della contabilità non obbliga l'Amministrazione finanziaria a riconoscere automaticamente i costi registrati né la loro inerenza. L'onere di provare esistenza, inerenza e riferibilità dei costi deducibili grava sul contribuente.
Codice di procedura civile, art. 112
Non vi è omessa pronuncia quando il giudice, anche con motivazione sintetica, abbia implicitamente deciso la questione dedotta, confermando la non deducibilità dei costi.
Codice di procedura civile, art. 360, nn. 3 e 4
In cassazione è possibile denunciare violazioni di legge o nullità della sentenza, ma non ottenere un nuovo esame dei fatti controversi o delle prove, salvo specifici vizi rilevanti nei limiti consentiti.
Codice di procedura civile, art. 360, n. 5, e art. 132 c.p.c.; D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36
La motivazione è apparente o inesistente solo quando manchi realmente il percorso logico-giuridico della decisione o sia totalmente incomprensibile. Una motivazione sintetica, ma comprensibile, o una valutazione delle prove sfavorevole alla parte non integra il vizio.
Massime di principio
- Un costo aziendale deve essere imputato all'esercizio cui si riferisce secondo il principio di competenza; non è legittimo rinviarlo a un esercizio successivo classificandolo come sopravvenienza passiva per il solo fatto che la fattura o altra documentazione sia arrivata tardi.
- La deducibilità richiede la prova congiunta dell'esistenza del costo, della sua inerenza all'attività d'impresa e della corretta imputazione temporale. La registrazione contabile o il pagamento tracciabile non sono, da soli, sufficienti.
- Per le spese di alberghi, ristoranti e trasferte è opportuno conservare documentazione che identifichi il fruitore, la data, il luogo, la finalità della trasferta o dell'incontro e il collegamento con l'attività aziendale.
- Le spese di rappresentanza sono deducibili solo se effettivamente sostenute per finalità promozionali o istituzionali dell'impresa; le spese riferibili personalmente a soci, amministratori o loro familiari possono essere considerate estranee all'attività sociale.
- In sede di legittimità non è possibile sostituire l'accertamento dei giudici di merito con una diversa ricostruzione dei fatti, soprattutto quando l'ultimazione di una prestazione o l'inerenza del costo siano contestate.
- Una censura di omessa motivazione deve indicare con precisione quale questione decisiva sia stata completamente ignorata; non basta lamentare che il giudice abbia valutato diversamente le prove o abbia motivato in modo sintetico.
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