Sentenza n. 2726/2026 - Palermo, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Pareri della Soprintendenza e atti di valutazione ambientale relativi a un impianto agro-fotovoltaico di circa 50 MW, limitatamente alle condizioni ambientali n. 4, 8 e 11; successivo decreto di VIA che ha rettificato tali condizioni
Esito
Favorevole al ricorrente (proponente impianto FER)
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato il parere negativo della Soprintendenza, fondato sull’impatto cumulativo paesaggistico prodotto dalla vicinanza con altri impianti e sulla necessità di ridurre i campi fotovoltaici per conservare la leggibilità del paesaggio agrario. Ha dedotto, tra l’altro, l’incompetenza o comunque il carattere non vincolante e recessivo del parere nel procedimento autorizzatorio unico e nella conferenza di servizi; la violazione dell’obbligo di dissenso costruttivo; l’idoneità del sito e la prevalenza dell’interesse alla diffusione delle fonti rinnovabili; difetti di istruttoria e motivazione, illogicità, irragionevolezza e sproporzione. Con i primi motivi aggiunti ha contestato il recepimento acritico dei pareri soprintendentizi nella condizione ambientale n. 4 della VIA, sostenendo che le indicazioni richiamate fossero generiche e non puntualmente ottemperabili. Dopo l’ordinanza cautelare di remand n. 510/2024, che aveva richiesto una nuova comparazione degli interessi nella conferenza di servizi, sono stati impugnati il nuovo parere CTS n. 723/2025 e il decreto di VIA n. 368/2025, limitatamente alle condizioni nn. 4, 8 e 11: riduzione e disposizione dei campi fotovoltaici, requisiti dell’agrivoltaico avanzato e coltivazione sotto i moduli, recupero dei bagli e fasce arboree perimetrali di almeno 20 metri. I motivi aggiunti hanno denunciato anche violazione del giudicato cautelare e del principio del one shot procedimentale, violazione delle regole della conferenza di servizi e della partecipazione, mancato esercizio di un’autonoma valutazione da parte dell’ARTA, erroneità delle valutazioni CTS e violazione della disciplina VIA e del principio di precauzione.
La decisione
La domanda è stata definita senza esame nel merito dei singoli motivi. In corso di causa, dopo l’interlocuzione tra la società, la Soprintendenza e le amministrazioni e la riattivazione del procedimento conseguente al remand cautelare, l’ARTA ha adottato il decreto di VIA n. 256/GAB del 6 agosto 2026, rettificando le condizioni ambientali nn. 4, 8 e 11 secondo le modifiche richieste dalla società. Ritenuta così pienamente soddisfatta la pretesa azionata, il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state compensate in considerazione degli sviluppi istruttori e della peculiare complessità delle questioni giuridiche.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Dal momento che, in corso di causa e in seguito alle interlocuzioni procedimentali intercorse con l’Amministrazione, la pretesa di parte ricorrente ha trovato piena soddisfazione, deve essere dichiarata, ai sensi dell’art. 34, co. 5 c.p.a., l’intervenuta cessazione della materia del contendere.
La piena soddisfazione della pretesa in corso di giudizio, per effetto della rettifica degli atti impugnati, comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere va dichiarata quando, nel corso del giudizio, un intervento amministrativo sopravvenuto soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata dal ricorrente.
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