Cassazione Penale, Sentenza n. 45143/2023 del 09/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava la sentenza del GIP del 17/02/2023 per violazione di legge: esclusione dell'aggravante prevista dall'art. 186, comma 2-bis, cod. strada (aver causato un incidente stradale), conseguente possibilità di sostituire la pena con lavoro di pubblica utilità e applicazione della sanzione amministrativa della sospensione della patente anziché la revoca, nonostante il tasso alcolemico accertato (1,85 g/l) e il fatto che l'imputato fosse stato "trovato fuori dalla sede stradale".
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente non avesse documentato l'errore di diritto: la motivazione del GIP, pur sintetica, escludeva che la fuoriuscita del veicolo assumesse i caratteri di "incidente" idoneo a interrompere la circolazione o a creare pericolo per la collettività, e il ricorso non ha indicato modalità concrete del fatto né dimostrato che la presenza del veicolo fuori sede fosse indice inequivoco di un sinistro. Pertanto non è stata ravvisata violazione di legge e il ricorso è stato respinto per inammissibilità.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), art. 186
comma 2 lett. c), comma 2-sexies, comma 2-bis
L'art.186 disciplina le sanzioni per guida in stato di ebbrezza e prevede aggravanti (comma 2-bis) quando il fatto si accompagna a specifiche circostanze come l'aver cagionato un incidente stradale; la Corte ha ritenuto che l'aggravante richiede che l'evento sia tale da interrompere la normale circolazione o creare pericolo per la collettività, non bastando la sola presenza del veicolo fuori sede senza elementi probatori aggiuntivi.
D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), art. 189
Prevede la possibilità, in determinate condizioni, di sostituire la pena detentiva e pecuniaria con lavoro di pubblica utilità; tale sostituzione è applicata qui in assenza del riconoscimento dell'aggravante contestata.
Codice di procedura penale, art. 569
Norma che disciplina il motivo di ricorso per cassazione per violazione di legge; la Corte ha richiamato il principio che il ricorso deve indicare e dimostrare l'errore di diritto in modo concreto, non limitandosi a enunciazioni generiche o a semplici riferimenti giurisprudenziali.
Massime di principio
- Per riconoscere l'aggravante dell'aver "causato un incidente stradale" non è sufficiente la mera constatazione che il veicolo sia stato trovato fuori dalla sede stradale: è necessario dimostrare che l'evento abbia interrotto la normale circolazione o creato pericolo per la collettività.
- In sede di impugnazione per violazione di legge (art. 569 c.p.p.) occorre indicare in modo chiaro e documentato le modalità del fatto e il nesso con la norma ritenuta violata; argomentazioni generiche o rinvii astratti alla giurisprudenza non sono sufficienti per ottenere l'annullamento.
- La sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità è applicabile solo se non sussistono i presupposti che escludono tale beneficio (es. aggravanti espressamente incompatibili): pertanto il riconoscimento di un'aggravante può impedire la misura sostitutiva.
- Se l'aggravante prevista dall'art.186 (causa di un incidente) viene riconosciuta e le norme amministrative previste lo richiedono (tenendo conto del tasso alcolemico e delle specifiche previsioni), la sanzione amministrativa accessoria alla guida può essere diversa (revoca anziché sospensione); in sede giudiziaria va dimostrata la sussistenza dell'aggravante per applicare l'accessorio più grave.
- Per pubbliche parti che impugnano decisioni penali: è strategico documentare in modo puntuale i fatti materiali (modalità dell'evento, testimonianze, rilievi tecnici) e collegarli esplicitamente agli elementi normativi che giustificano la qualificazione aggravata, onde evitare l'inammissibilità del ricorso per carenza di specificità.
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