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Sentenza

Sentenza n. 4032/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'Amministrazione intimata in ordine all'istanza di convocazione al fine del rilascio del visto per motivi di studio in favore del ricorrente

Giustizia amministrativa202510422

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento e rifiuto di fissare un appuntamento presso l'ambasciata per consentire la presentazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, di cittadinanza pakistana, ha agito per l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia dell'amministrazione rispetto all'avvio del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di studio. In particolare, il ricorso era diretto a ottenere la fissazione di un appuntamento presso l'Ambasciata d'Italia in Pakistan, rifiutato dall'amministrazione, così da poter formalizzare la domanda di visto dopo la preiscrizione universitaria. Il ricorrente aveva inoltre sollecitato il rilascio del visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato in parte cessata la materia del contendere, poiché nelle more del giudizio l'appuntamento presso l'ambasciata è stato concesso, realizzando quanto specificamente sollecitato con l'istanza a provvedere: la possibilità di presentare la domanda di visto. Ha precisato che il termine di 90 giorni previsto dall'art. 5 d.P.R. n. 349/1999 decorre dalla presentazione della domanda, resa possibile dall'appuntamento, e che l'amministrazione deve fissare tempestivamente l'appuntamento su richiesta dell'interessato. Per la parte relativa alla richiesta di ordinare direttamente il rilascio del visto, il ricorso è stato respinto: il rilascio costituisce esercizio di un potere discrezionale non ancora esercitato dall'amministrazione e il Tribunale non può sostituirsi ad essa imponendolo. Il ricorso è quindi risultato in parte infondato e in parte interessato dalla cessazione della materia del contendere. Le spese sono state compensate per la reciproca soccombenza e in considerazione dell'ingente flusso di domande gravante sull'ambasciata.

Norme richiamate

  • art. 5 d.P.R. n. 349/1999

    Il termine per provvedere sulla domanda di visto decorre dalla presentazione della domanda; la presentazione diviene possibile dopo la fissazione dell'appuntamento presso l'ambasciata.

Massime di principio

  • Nel procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio, il termine per provvedere decorre dalla presentazione della domanda e non dalla mera richiesta di fissazione dell'appuntamento necessario a formalizzarla.
  • L'amministrazione consolare è tenuta a fissare tempestivamente, su richiesta dell'interessato, l'appuntamento necessario per consentire la presentazione della domanda di visto.
  • Quando, nelle more del giudizio sul silenzio, l'amministrazione fissa l'appuntamento richiesto e rende possibile la presentazione della domanda, viene meno l'interesse alla decisione su tale specifica pretesa e si determina la cessazione della materia del contendere.
  • Il giudice amministrativo non può ordinare direttamente il rilascio del visto quando il relativo potere discrezionale non sia stato ancora esercitato dall'amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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