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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00355/2026 del 07/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Torino deducendo, con due motivi, violazione di legge e vizio di motivazione. In primo luogo ha contestato il mancato riconoscimento dell'attenuante della lieve entità, sostenendo che, alla luce della pronuncia n. 86/2024 della Corte costituzionale, la circostanza avrebbe dovuto essere applicata anche al delitto per cui era stata condannata. In secondo luogo ha censurato il diniego della sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità ex art. 545-bis c.p.p., lamentando carenza o illogicità della motivazione sul punto. Il testo non consente di ricavare con certezza il reato originariamente contestato, ma il provvedimento richiama espressamente la rapina quale reato rispetto al quale si discute dell'attenuante di lieve entità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che il giudice di merito aveva motivato in modo non illogico il diniego dell'attenuante di lieve entità e richiamando il principio per cui tale attenuante richiede una valutazione complessiva del fatto, non potendo riconoscersi quando la lievità difetti in relazione all'evento, alle modalità della condotta o al valore dei beni sottratti. Ha ritenuto manifestamente infondato anche il secondo motivo, evidenziando che la Corte territoriale aveva congruamente spiegato il diniego della sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità, facendo corretto uso dei precedenti penali dell'imputata come base di una prognosi negativa sulla finalità rieducativa della pena sostitutiva, sul rischio di recidiva e sull'adempimento delle prescrizioni. La ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 311 cod. pen.

    è richiamato quale base dell'attenuante della lieve entità, che la Corte afferma applicabile anche al delitto di rapina dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 86/2024; il riconoscimento richiede una valutazione complessiva del fatto e non è compatibile con una lieve entità esclusa da evento, modalità, mezzi o valore dei beni

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    è richiamato come norma sulla sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità; la Corte ribadisce che il diniego può fondarsi sui precedenti penali, purché motivati in modo specifico, puntuale e concreto, se rivelano una prognosi negativa

  • sentenza Corte costituzionale n. 86/2024

    viene richiamata per l'applicabilità dell'attenuante della lieve entità anche al delitto di rapina

Massime di principio

  • L'attenuante della lieve entità richiede una valutazione unitaria del fatto; non può essere riconosciuta quando la lievità sia esclusa, anche solo in relazione a uno degli indici rilevanti, dall'evento, dalle modalità della condotta, dai mezzi impiegati, dalle circostanze del fatto o dall'entità del danno o del pericolo.
  • Nel valutare la lieve entità in reati contro il patrimonio, il giudice può considerare anche il valore dei beni sottratti come elemento rilevante ai fini della complessiva offesa.
  • Il diniego di una pena sostitutiva può essere fondato sui precedenti penali dell'imputato, purché la motivazione evidenzi in modo specifico e concreto elementi negativi idonei a escludere la prognosi favorevole sulla funzione rieducativa, sul contenimento del rischio di recidiva e sull'adempimento delle prescrizioni.
  • In cassazione non è consentita una rivalutazione del merito quando la decisione impugnata sia sorretta da motivazione esente da evidenti illogicità e i motivi si risolvano in censure manifestamente infondate.

Come è indicizzato

MaterieRapinaRiti alternativiImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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