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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05934/2026 del 12/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto del 30/09/2025 che ha rigettato l'istanza di ammissione al controllo giudiziario volontario ai sensi dell'art. 34‑bis, comma 6, d.lgs. n. 159 (informativa interdittiva antimafia). Il ricorrente deduceva: vizio di motivazione per mancato rispetto del vincolo imposto dalla precedente sentenza di annullamento con rinvio; travisamento della prova e carenza della valutazione prognostica sull'occasionalità dell'agevolazione mafiosa e sulla bonificabilità dell'impresa; mancata considerazione di assoluzioni/proscioglimenti e di elementi favorevoli (es. modello 231 e nomina organismo di vigilanza); violazione degli artt. 6 e 8 CEDU e dell'obbligo di motivazione rafforzata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto legittima l'autonomia valutativa del giudice di rinvio entro i limiti indicati dalla giurisprudenza di legittimità e conforme l'interpretazione offerta dalla Corte di cassazione alla questione di diritto. In particolare, la Corte di appello ha adeguatamente motivato la non occasionalità dell'agevolazione (sulla base di fatti storicamente accertati, anche se non sfociati in condanna con aggravante) e ha correttamente distinto la nozione rilevante per le misure di prevenzione dalla più stringente nozione necessaria in sede penale per l'aggravante dell'agevolazione mafiosa. Inoltre la Corte può negare l'accesso al controllo giudiziario volontario quando riscontri la mancanza dell'occasionalità dell'agevolazione senza motivare sulla bonificabilità dell'impresa, perché l'occasionalità è presupposto logico‑giuridico preliminare.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Testo unico delle misure di prevenzione)

    art. 34 e art. 34‑bis, comma 6

    L'art. 34‑bis, comma 6 disciplina l'accesso al controllo giudiziario volontario per imprese destinatari di informativa interdittiva antimafia; il giudice deve valutare preliminarmente l'occasionalità dell'agevolazione e, solo se questa sussiste, la prognosi sulla bonificabilità dell'impresa.

  • codice penale

    art. 353; art. 416‑bis; art. 416‑bis1 (ex legge n.203/1991, art.7)

    I reati di turbata libertà degli incanti (art. 353) e le fattispecie di agevolazione mafiosa/concorsi esterni sono rilevanti ai fini di accertare condotte che possono integrare una 'vicinanza funzionale' alla criminalità organizzata; tuttavia la rilevanza penale dell'aggravante (art. 416‑bis1) richiede accertamento della finalità e consapevolezza che è distinto dal concetto di 'agevolazione stabile' ai fini delle misure di prevenzione.

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e); art. 627, comma 3

    Le censure in cassazione devono essere specifiche (art. 606) e il giudice di rinvio, ai sensi di norme procedurali, ha obblighi motivazionali rafforzati su questioni decisive; tuttavia la giurisprudenza riconosce al giudice del rinvio autonomia valutativa entro i limiti del principio di vincolo motivazionale stabilito dalla sentenza rescindente.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo

    art. 6 (diritto a un giusto processo) e art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare)

    Le doglianze relative a lesione della reputazione e alla presunzione di innocenza sono rilevanti ma, in questo contesto, devono essere specificamente dimostrate; la mancata ammissione al controllo giudiziario volontario non costituisce di per sé prova di violazione degli artt. 6 e 8, specialmente se il provvedimento è sorretto da motivazione congrua.

Massime di principio

  • Il giudice del rinvio mantiene autonomia nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione delle prove nel capo annullato, ma non può riproporre argomentazioni ritenute illogiche dalla sentenza rescindente e deve uniformarsi all'interpretazione giuridica fornita dalla Corte.
  • Nelle richieste di controllo giudiziario volontario ex art. 34‑bis, comma 6, il primo presidio da valutare è l'occasionalità dell'agevolazione: se manca l'occasionalità, il giudice può legittimamente rigettare la domanda senza entrare nel merito della bonificabilità dell'impresa.
  • La nozione di 'agevolazione stabile' rilevante per le misure di prevenzione è distinta dall'accertamento penalistico richiesto per l'applicazione dell'aggravante dell'agevolazione mafiosa; condotte che non integrano l'aggravante penale possono comunque fondare un'informativa interdittiva e precludere il controllo volontario se risultano idonee a rilevare una agevolazione non occasionale.
  • Sentenze di proscioglimento per prescrizione o assoluzioni non escludono automaticamente la rilevanza dei fatti ai fini delle misure di prevenzione: il giudice della prevenzione può valorizzare fatti storici e indizi anche se non hanno comportato una condanna penale con aggravante.
  • La proposta di adozione di modelli organizzativi (es. d.lgs. 231/2001) e misure di compliance è elemento valutabile a favore dell'impresa, ma non garantisce automaticamente l'ammissione al controllo giudiziario se persiste un quadro fattuale che indica agevolazione stabile.
  • Le censure in materia di diritti CEDU devono essere concrete e specifiche: invocare gli artt. 6 e 8 senza spiegare come il provvedimento impugnato le abbia concretamente lesi è insufficiente.

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