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Sentenza

Sentenza n. 231/2026 - Perugia, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Perugia n. 187 dell’11/04/2025, concernente assegnazione carta docenti.

Giustizia amministrativa202600068

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria - Perugia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del giudice del lavoro che aveva riconosciuto il beneficio della carta del docente per gli anni scolastici 2020/21, 2022/23 e 2023/24

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza, ai sensi dell'art. 112 c.p.a., lamentando la mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Perugia, quale giudice del lavoro, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione a corrisponderle il beneficio economico della carta del docente, pari a 500 euro annui per l'aggiornamento e la formazione, oltre alle spese legali. Ha dichiarato di avere notificato la sentenza in forma esecutiva, atteso il termine previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996 e documentato il passaggio in giudicato per mancata impugnazione. Ha chiesto l'assegnazione di un termine di sessanta giorni per l'esecuzione e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha comunicato l'avvenuto accredito del beneficio economico spettante alla ricorrente. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la pretesa azionata era stata integralmente soddisfatta, in applicazione dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Nonostante la sopravvenuta soddisfazione, il Collegio ha posto le spese a carico del Ministero, liquidandole in 800 euro oltre oneri e accessori di legge, in favore della ricorrente e del difensore dichiaratosi antistatario, considerando la semplicità e serialità della controversia e i minimi tariffari applicabili.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Fondamento dell'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina processuale del giudizio di ottemperanza davanti al giudice amministrativo.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa della parte ricorrente risulta integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 1, comma 121, legge 107/2015

    Prevede il beneficio economico della carta del docente, pari a 500 euro annui, destinato all'aggiornamento e alla formazione.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito nella legge 30/1997

    Termine preliminare all'esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni pubbliche, che la ricorrente ha dichiarato di avere atteso prima di proporre il giudizio.

  • d.m. 55/2014, come modificato dal d.m. 147/2022

    Parametri utilizzati per la liquidazione delle spese di lite, determinate dal TAR in misura forfettaria.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, se durante il processo l'amministrazione esegue integralmente il giudicato e soddisfa la pretesa sostanziale del ricorrente, il giudice dichiara cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La sopravvenuta esecuzione del giudicato non impedisce la regolazione delle spese di lite a carico dell'amministrazione che, con la propria precedente inerzia, ha reso necessario il ricorso per ottemperanza.
  • In una controversia seriale e di modesta complessità relativa all'esecuzione del beneficio della carta del docente, le spese possono essere liquidate in misura forfettaria, tenendo conto dei minimi tariffari applicabili alle procedure esecutive mobiliari.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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