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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27741/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bari del 27/01/2025 che aveva rigettato l'appello cautelare avverso il rifiuto di revoca del sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto con decreto 23/02/2022. Il ricorrente ha articolato tre motivi: (1) violazione dell'art. 12-bis e art. 20, d.lgs. n. 74/2000 perché il sequestro non è stato ridotto nonostante l'estinzione del debito tributario per le annualità 2016-2020 tramite accertamento con adesione e pagamento (si chiedeva il dissequestro o la riduzione corrispondente ai ratei versati per evitare duplicazione sanzionatoria); (2) violazione dell'art. 4 d.lgs. n. 74/2000 e principi costituzionali/eurpe i perché per l'anno 2014 l'imposta evasa risultava sotto la soglia di punibilità vigente più favorevole (d.lgs. n. 158/2015 che elevò la soglia a €150.000) e dunque non poteva sussistere il fumus; censura anche di omessa motivazione ai sensi dell'art. 125 cod. proc. pen.; (3) violazione degli artt. 4 e 20 d.lgs. n. 74/2000 e dell'art. 3 Cost. per trattamento difforme: il Tribunale non avrebbe applicato per gli anni 2014-2015 i medesimi parametri di ricostruzione utilizzati dall'Agenzia delle Entrate per gli anni 2016-2020.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati il primo e il secondo motivo e infondato il terzo. In particolare: (1) ha stabilito che, essendo intervenuto un accertamento con adesione e il pagamento integrale per le annualità 2016-2020 (somma pagata €1.576.440,76), il sequestro preventivo non poteva essere mantenuto per l'ammontare già soddisfatto e ha disposto il dissequestro di €1.132.114,27 relativo a quegli anni; (2) ha ritenuto applicabile la legge più favorevole in materia penale per l'anno 2014 (la soglia di punibilità elevata a €150.000 dal d.lgs. n. 158/2015), pertanto ha disposto il dissequestro della somma di €100.242,00 sequestrata a garanzia dell'imposta per il 2014; (3) ha respinto la censura relativa all'uso di parametri diversi per la ricostruzione dell'imposta per 2014-2015, ritenendo che la revisione in Cassazione non possa sostituirsi al sindacato di merito sulle scelte tecniche del giudice cautelare e che il ricorrente non abbia specificato adeguatamente le differenze metodologiche. Complessivamente è stato annullato senza rinvio il sequestro di €1.232.356,27 (somma risultante dalla somma delle poste dissequestrate) e ordinata la restituzione delle somme agli aventi diritto; il ricorso è stato rigettato per il resto.

Norme richiamate

  • art. 12-bis, d.lgs. n. 74/2000

    La norma prevede che il sequestro finalizzato alla confisca non si dispone quando il debito tributario è in corso di estinzione mediante rateizzazione (anche a seguito di accertamento con adesione), salvo concreto pericolo di dispersione della garanzia; la Corte interpreta la disposizione nel senso che, se il debito è definito e pagato, il sequestro deve essere ridotto o revocato per evitare duplicazione sanzionatoria e rispetto al principio che la confisca non può eccedere il profitto conseguito dal reato.

  • art. 20, comma 1-bis, d.lgs. n. 74/2000

    "gli atti di definitivo accertamento delle imposte in sede amministrativa, anche a seguito di adesione, aventi a oggetto violazioni derivanti dai medesimi fatti per cui è stata esercitata l'azione penale, possono essere acquisiti nel processo penale ai fini della prova del fatto in essi accertato"

    Gli atti di accertamento amministrativo (anche per adesione) possono essere acquisiti come prova nel processo penale; la Corte ne riconosce rilievo decisivo ai fini della determinazione del profitto confiscabile quando l'Amministrazione dichiari di non avere più pretese dopo il pagamento.

  • art. 4, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 74/2000

    Disposizione che individua, tra l'altro, la soglia per la rilevanza del reato di dichiarazione infedele; la Corte richiama l'applicazione della normativa temporale più favorevole (lex mitior) per la determinazione della soglia applicabile al fatto commesso.

  • principio di successione delle leggi penali (lex mitior)

    In caso di successione di norme penali, se non è intervenuto giudicato, si applica la legge più favorevole al reo anche se è intervenuta successiva norma più severa; la Corte applica questo principio alla soglia di punibilità per il 2014.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato di legittimità ai motivi attinenti a violazione di legge; la Corte ne trae argomento per non rientrare nel merito tecnico-motivazionale delle valutazioni del Tribunale sul metodo di ricostruzione dell'imposta.

Massime di principio

  • Se il contribuente definisce il debito tributario con un accertamento con adesione e paga le somme dovute (anche in rate), il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve essere ridotto o revocato nella misura corrispondente a quanto versato, salvo che sussista un concreto pericolo di dispersione della garanzia patrimoniale.
  • La confisca per equivalente non può eccedere il vantaggio economico effettivamente conseguito dal reato: l'ablazione definitiva non può risultare superiore al profitto accertato o al credito erariale effettivamente ancora insoddisfatto.
  • In tema di reati tributari, la quantificazione amministrativa dell'imposta (accertamento con adesione) ha rilievo decisivo nella determinazione del profitto confiscabile quando l'Amministrazione dichiara di non avere più pretese a seguito del pagamento; la discrepanza tra quantificazioni amministrative e consulenze tecniche penali non impedisce il dissequestro delle somme corrisposte all'Erario.
  • In caso di successione di norme penali che modificano soglie o punizioni, si applica la legge più favorevole al fatto commesso (lex mitior), salvo giudicato: pertanto va considerata la soglia vigente più favorevole al momento del fatto.
  • La Corte di legittimità non rientra nel merito tecnico-motivazionale delle ricostruzioni contabili o delle scelte metodologiche del giudice di merito, salvo che siano dedotte violazioni di legge specifiche; per contestare metodi diversi di ricostruzione è necessario illustrare con precisione le differenze metodologiche e dimostrare la loro rilevanza giuridica.
  • Per ottenere efficacemente il dissequestro, il difensore dovrà documentare l'avvenuto pagamento/definizione amministrativa (atti di accertamento con adesione, quietanze, piani di rateizzazione onorati) e invocare il principio di proporzionalità e la regola che la confisca non può eccedere il profitto.

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