Ordinanza n. 3711/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del decreto di rigetto della domanda di cittadinanza (-OMISSIS-);
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di rigetto della domanda di cittadinanza italiana
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana, il cui motivazione si fondava su tre notizie di reato a carico del marito, rispettivamente per lesioni personali nel 2017 e nel 2018, nonché per violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico nel 2020, e su una notizia di reato del 2019 per violenza sessuale a carico del figlio. La ricorrente ha dedotto di essersi separata dal marito con provvedimento adottato in Tunisia nell'agosto 2018, di avere lasciato la casa coniugale dal 2019 e di avere ottenuto il divorzio nel 2020. Ha inoltre sostenuto che il figlio sarebbe già cittadino italiano, prospettando una contraddittorietà dell'azione amministrativa, poiché la cittadinanza sarebbe stata acquistata nonostante la vicenda penale a suo carico. Il testo non indica ulteriori motivi di ricorso.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito della domanda di annullamento. Ha ritenuto necessari, ai fini della decisione, documentati chiarimenti del Ministero dell'Interno sulle notizie di reato riguardanti i componenti del nucleo familiare della ricorrente e sulla dedotta contraddittorietà dell'azione amministrativa relativa all'acquisto della cittadinanza da parte del figlio. Ha quindi disposto incombenti istruttori a carico del Ministero, assegnando termine fino al 30 luglio 2026, e ha fissato l'udienza pubblica per il seguito della trattazione del merito al 7 ottobre 2026. Ha inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Il Tribunale lo richiama quale base per disporre l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Il Tribunale li richiama, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando la decisione su un ricorso contro il diniego della cittadinanza dipende dalla rilevanza e dall'attualità di notizie di reato riferite a familiari del richiedente, il giudice può disporre specifici incombenti istruttori a carico dell'amministrazione, chiedendo chiarimenti documentati sulle vicende penali e sul loro rapporto con la posizione del richiedente.
- Qualora il ricorrente deduca una possibile contraddittorietà dell'azione amministrativa derivante dal riconoscimento della cittadinanza a un familiare coinvolto in una vicenda penale, tale allegazione può giustificare l'acquisizione di chiarimenti documentati dall'amministrazione prima della decisione sul merito.
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