Ordinanza n. 545/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) n. 2486 del 13 novembre 2025, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Sicilia, Sezione Prima, che ha definito il giudizio relativo ai costi del servizio di custodia dei cani randagi
Esito
La controversia
L’impresa ha proposto appello contro la sentenza del TAR Sicilia con un unico complesso motivo di gravame. Dal testo dell’ordinanza non sono specificati il contenuto puntuale delle censure né le singole disposizioni asseritamente violate. Per decidere compiutamente l’appello, il Collegio ha ritenuto necessario acquisire dati sui costi medi giornalieri praticati in Sicilia per la custodia dei cani randagi, distinti per cani di piccola, media e grossa taglia, nonché chiarimenti sull’eventuale applicazione nella prassi degli affidamenti comunali delle misure massime previste dall’art. 3 del D.P.R.S. n. 7 del 2007, espressamente riferite ai rimborsi spettanti alle associazioni protezionistiche o animaliste.
La decisione
Il CGARS non ha deciso il merito dell’appello. Ai sensi dell’art. 65 c.p.a. ha disposto un incombente istruttorio, ordinando al Responsabile dell’Ufficio speciale per la sanità veterinaria e la sicurezza alimentare dell’Assessorato della salute della Regione Siciliana, o a un suo delegato, di depositare entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza una relazione documentata e dettagliata sui costi medi giornalieri regionali per la custodia dei cani randagi, distinti per taglia, e sull’eventuale applicazione nella prassi degli affidamenti comunali dei massimali di cui all’art. 3 del D.P.R.S. n. 7 del 2007. L’udienza pubblica di merito è stata rinviata a una data da fissarsi con decreto presidenziale dopo l’esecuzione dell’incombente. Non risulta una regolazione delle spese.
Norme richiamate
art. 65 c.p.a.
Consente al giudice amministrativo di disporre gli incombenti istruttori necessari per acquisire elementi utili alla decisione; nel caso concreto ha giustificato la richiesta di una relazione tecnica e documentata sui costi del servizio e sulla prassi applicativa dei massimali.
art. 3 D.P.R.S. n. 7 del 12 gennaio 2007
Regolamento esecutivo dell’art. 4 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15
Prevede misure massime espressamente riferite ai rimborsi spettanti alle associazioni protezionistiche o animaliste; il Collegio ha chiesto di verificare se tali misure siano applicate nella prassi degli affidamenti comunali del servizio di custodia dei cani randagi.
art. 4 legge regionale Sicilia 3 luglio 2000, n. 15
Istituzione dell’anagrafe canina e norme per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo
È la disposizione regionale cui il D.P.R.S. n. 7 del 2007 dà esecuzione; il testo dell’ordinanza non ne esplicita ulteriormente il contenuto applicativo.
Massime di principio
- Quando la decisione dell’appello richiede dati tecnici o di mercato non disponibili negli atti, il giudice amministrativo può disporre, ai sensi dell’art. 65 c.p.a., l’acquisizione di una relazione documentata da parte dell’amministrazione o dell’ufficio pubblico competente.
- In una controversia sui corrispettivi o sui costi di un servizio pubblico, l’istruttoria può essere specificamente orientata alla ricostruzione dei costi medi praticati sul territorio e alla verifica della concreta applicazione di eventuali parametri o massimali normativi.
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